Alitalia e il dilemma del management

dicembre 3, 2013

Le recenti vicende di Alitalia, per nulla nuove visto quanto accaduto nel 2008, hanno scatenato un’altra feroce discussione fra gli operatori del settore travel in merito al criterio di scelta del top management della compagnia di bandiera; in particolare, la diatriba fra le due fazioni verte sul fatto che il manico, la testa della compagnia debba essere trovata o meno tra le professionalità già esperte del settore travel e trasporti.
E’ indubbio che se si guardano i risultati ottenuti dalla vergognosa operazione della bad company ad oggi, non si può che dar ragione a chi sostiene che CEO provenienti da settori molto differenti dall’aviation non sono in grado di gestire una compagnia aerea.
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Genova-AMT, storie italiche ordinarie

dicembre 1, 2013

La recente vicenda dell’AMT, fatta di scioperi selvaggi, città bloccate, cittadini lesi nelle loro libertà di base, proiettili inviati, ecc., mi ha lasciato un’amarezza profonda, dando il colpo di grazia a quel barlume di speranza che ancora potevo avere per il futuro dell’Italia.
La storia dell’AMT è sicuramente complessa, al pari delle altre centinaia società municipalizzate o comunque pubbliche (dalle più piccole alle più grandi, come la RAI), ma l’insegnamento che dobbiamo trarne è duplice: da una parte l’ennesima prova dell’incapacità dei gestori della cosa pubblica, sempre in balia di chi grida più forte, dall’altra la consapevolezza che il problema del nostro Paese sta in ciascuno di noi, troppo occupato a proteggere un giardinetto curato con i soldi dei vicini.
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Enit e il miraggio del turismo salva Italia

novembre 30, 2013

Ho dovuto decantare a lungo prima di decidermi a condividere l’ennesima delusione per una classe politica ed amministrativa che tanto promette e nulla fa, semplicemente perché non è capace di fare.
Sono anni che sentiamo inneggiare al turismo come uno dei settori che maggiormente può contribuire alla ripresa economica dell’Italia e siamo tutti d’accordo, perché la ricchezza geografica e culturale del nostro Paese è evidente e non discutibile.
Basterebbe gestirla e valorizzarla; il mondo sarebbe già pronto a premiarci.
Eppure, anche nell’ultimo Country Brand Index 2012-2013 l’Italia continua il trend apparentemente inarrestabile di caduta, passando dal 12° al 15° posto, in una classifica guidata da Svizzera, Canada e Giappone, ovvero nazioni molto belle ma alle quali solo una cosa abbiamo da invidiare: la serietà, professionalità, etica, senso del dovere della classe politica (anche se il governo è sempre lo specchio del popolo che lo elegge).
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L’arroganza che distrugge la nostra civiltà

novembre 29, 2012

Non avrei mai detto che mi sarei ritrovato a difendere Air France e invece, eccomi qua. Il video di quel bell’esempio di classe politica quarantennale italiana che risponde al nome di Formigoni sta già facendo il giro del mondo, per cui non vi racconto nulla di nuovo. D’altra parte, mi ha fatto tanta rabbia vederlo che non riesco a trattenermi e mi accodo a tutti coloro che lo hanno già fatto circolare.
Bugie, arroganza, pretestuosità, maleducazione, ridicole minacce e tutto perché sei arrivato in ritardo? Il problema non è la hostess, che è stata anche troppo gentile, ma il popolo italiano che avrebbe dovuto aspettarti all’arrivo per darti tanti schiaffi educativi, fra i quali anche il ritiro di ogni delega politica e possibilmente l’esilio come essere indesiderato.
E invece continuerai bellamente a farti i fattacci tuoi con i nostri soldi. Povero popolo bue.
Per una volta, viva Air France; ma solo per una volta, da domani mattina torniamo in trincea.


La resa dei conti?

ottobre 2, 2012

Non credo ci sia granché d’altro da aggiungere, oltre a tutto ciò che è stato già detto in passato.
Fa tristezza vedere lo scollamento, come al solito, delle istituzioni dalla vita reale.


Up patriots to arms

settembre 24, 2012

Se tutto ciò vi fa arrabbiare, fate qualcosa. Quando Benjamin Franklin uscì da Independent’s Hall subito dopo la stesura della seconda costituzione, in strada fu avvicinato da una donna che gli chiese: “Signor Franklin, che sorta di governo ci avete lasciato in eredità?” E Franklin disse “Una Repubblica, signora, se saprete mantenerla!”.
La responsabilità di un Paese non è nelle mani di pochi privilegiati. Noi siamo forti e siamo liberi dalla tirannia e lo saremo fino a che ognuno di noi avrà in mente quello che è il suo dovere di cittadino. Che sia chiedere conto di una buca sulla strada o delle bugie su di un discorso sullo stato dell’Unione, fatevi sentire, fatele quelle domande, pretendete la verità. Nessuno vi regalerà mai la democrazia, ma questa è la nostra democrazia.

Fair game. Applicabile anche all’Italia. Nonostante l’arroganza di chi ci governa e dei suoi tirapiedi.


Il professore ignorante

settembre 12, 2012

Ecco spiegate con numeri reali le ragioni della stupidità delle tasse sul lusso come quelle applicate dall’esimio professore.
Oltre a diminuire il gettito per le casse voraci dello Stato, che quindi si affretterà prima o poi a correre ai ripari con nuovi balzelli, queste decisioni scellerate provocano seri danni all’economia reale, che significa investimenti e posti di lavoro.
E pensare che basterebbe un po’ di buon senso per capire queste regole di base di politica economica.


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