Alitalia – Ryan Air, davvero incompatibili?

dicembre 9, 2013

La piccata reazione di Alitalia alla provocazione o proposta reale di Ryan Air di collaborazione mi ha lasciato abbastanza perplesso, non perché dovesse essere accolta con entusiasmo, ma semplicemente perché credo sia un errore rifiutare un’idea a prescindere dalla comprensione del suo contenuto.
Se poi a ciò aggiungiamo che il proponente è, piaccia o no, una delle compagnie aeree più grandi e profittevoli, mentre il rifiutante è più di là che di qua, allora l’atteggiamento di chiusura diventa ancora più incomprensibile.
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Alitalia e il dilemma del management

dicembre 3, 2013

Le recenti vicende di Alitalia, per nulla nuove visto quanto accaduto nel 2008, hanno scatenato un’altra feroce discussione fra gli operatori del settore travel in merito al criterio di scelta del top management della compagnia di bandiera; in particolare, la diatriba fra le due fazioni verte sul fatto che il manico, la testa della compagnia debba essere trovata o meno tra le professionalità già esperte del settore travel e trasporti.
E’ indubbio che se si guardano i risultati ottenuti dalla vergognosa operazione della bad company ad oggi, non si può che dar ragione a chi sostiene che CEO provenienti da settori molto differenti dall’aviation non sono in grado di gestire una compagnia aerea.
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La farsa degli ADM

novembre 21, 2012

Sembra che alla fine qualcosa si muova. Non certo in Italia, dove l’arroganza dei vettori raggiunge livelli d’eccellenza, bensì in UK, dove i concetti di fair business sono un po’ più consolidati.
Vi riporto di seguito un interessante articolo di The Beat in merito alla causa di un’agenzia di viaggi che ha analizzato gli ADM ricevuti ed ha evidenziato come il 71% degli stessi, equivalenti al 93% del valore complessivo dei tickets contestati, fosse errato e quindi contestato con successo.
Ma il tempo lavoro dedicato a queste contestazioni, chi lo paga? E le fee amministrative applicate dai vettori per gli ADM, vengono rimborsate in caso di errore da parte loro?
La realtà è che anche gli ADM sono un chiaro esempio di abuso di posizione dominante da parte dei vettori, abuso che alla fine deve necessariamente riflettersi sul consumatore finale. Sarà un altro interessante argomento da discutere con qualche Associazione dei consumatori…
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Oltre l’apparenza.

gennaio 7, 2010

Un’Italia prevedibile e scontata anche sull’acceso dibattito relativo al documento di identificazione necessario a viaggiare entro i confini dello stato. Gli accenti continuano a cadere sull’approccio aggressivo e minaccioso di Ryanair e sull’anacronistico sistema difensivo di ENAC – Ente Nazionale dell’Aviazione Civile.

Ma oltre alla ricerca di notorietà del vettore no-frills, oltre alla possibile causa scatenante (sperando che non sia davvero dipesa dalla parlamentare pdl, perché sarebbe veramente deplorevole) e oltre all’incapacità di identificare soluzioni immediate, si trovano, come al solito, nutriti consumatori che già dall’avvio della polemica non hanno più avuto la possibilità di prenotare voli domestici del low cost carrier Ryanair e che non possono neppure contare su forme chiare di comunicazione.

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Rimborsi Alitalia: caro Pantalone…tanto paghi sempre tu.

aprile 6, 2009

Ormai sono rassegnato all’italico modus operandi che pervade indifferentemente politica ed economia, ma, siccome l’arrendevolezza non è propriamente una mia caratteristica, mi tolgo almeno la soddisfazione di raccontare l’ennesimo abuso, o malpractice, o incompetenza, o chiamatela come volete, dalla nostra cara, vecchia Alitalia.

Il tema è quello dei tempi e delle procedure di rimborso dei biglietti aerei non utilizzati con la Compagnia di Bandiera e, in misura minore, anche Air One.

Aiutiamo il lettore nella comprensione del problema, specificando di seguito alcuni suoi punti fondamentali:

• Sto parlando di biglietti aerei non utilizzati o parzialmente utilizzati a causa soprattutto di cancellazione del volo (a volte per sciopero), oppure di normali biglietti non utilizzati ma con regole tariffarie che prevedevano il regolare rimborso della tariffa e/o delle tasse pagate;
• Sto parlando di biglietti aerei emessi già nei primi mesi del  2008;
• Sto parlando di un valore da rimborsare che, solo per quanto riguarda BCD Travel, è di centinaia di migliaia di euro; valore al quale si deve aggiungere quello corrispondente delle altre agenzie di viaggi o TMC che, ovviamente, sono nella nostra stessa situazione.

Certamente, dovendo tutelare i nostri Clienti, abbiamo fatto le regolari richieste del caso ai diretti interessati, ma le risposte sono state tutt’altro che esaustive. In particolare:

>> La prima informativa ricevuta dall’ Alitalia agli inizi del 2009  specificava che per ottenere il rimborso relativo ai biglietti emessi prima del 13 gennaio 2009 (data della nascita di Cai), i nostri Clienti avrebbero dovuto fare richiesta di insinuazione al passivo come creditori dell’Alitalia in amministrazione straordinaria; peccato che il termine ultimo per la richiesta di insinuazione al passivo fosse il 16 novembre 2008 (si veda il sito http://www.alitaliaamministrazionestraordinaria.it/ ).
>> A seguito della rabbia dei nostri Clienti, naturale dopo i molti mesi di ritardo nel rimborso delle spese effettuate, abbiamo scritto sia ad Alitalia che alla IATA (associazione dei vettori aerei) richiedendo indicazioni formali sulla comunicazione da effettuare. Le risposte ottenute sono state:

  • da Alitalia, nessuna presa di posizione formale ma solo indicazioni verbali che non chiarivano cosa debbano fare esattamente i nostri clienti.

  • da IATA la richiesta di informarli non appena avessimo avuto notizie più concrete!!!!!! (da tenere presente che mesi fa la Iata è uscita con più di una circolare sul tema Alitalia, tranquillizzando gli agenti di viaggio e di conseguenza i viaggiatori che tutto era sotto controllo, che tutto procedeva nel modo consueto e regolare e che comunque a garanzia per eventuali rimborsi in caso di fallimento la stessa IATA era custode di un fondo appositamente destinato alla gestione dei rimborsi). 

Paese di matti (Beppe Grillo, ma dove sei, chiamami che ti racconto due chicche interessanti..)!
Ora, dato che il nostro coinvolgimento diretto è anche abbastanza limitato, avendo già abbondantemente e direttamente pagato per il fallimento di Alitalia nel bilancio 2008, avremmo potuto giocare allo scarica barile; però riteniamo ingiusto che i nostri Clienti (consumatori / viaggiatori, siano essi ditte o persone fisiche) debbano subire questo abuso:  non solo hanno sopportato disagi a causa della difficile situazione gestionale di Alitalia prima degli accordi con CAI, ma  adesso devono anche rinunciare a rientrare in possesso di quanto speso e non utilizzato. Il tutto condito da una mancanza di comunicazione chiara e trasparente che non è degna di un Paese civile, tanto meno di uno che si pregia di essere parte del gruppo dei Paesi maggiormente industrializzati.

E allora, rimarremo impotenti di fronte a questo e ad altri abusi, però, lasciatemi almeno protestare! In fondo lo fa anche Grillo e va alla Comunità Europea, potrò ben farlo anch’io senza andare da nessuna parte?!!


Sabelli, Alitalia: “Basta tagli, aumentiamo i ricavi”

marzo 9, 2009

Leggo con piacere le apparenti dichiarazioni del dr. Sabelli sulla presunta fine dei tagli ai costi da parte della nuova CAI, che intende concentrarsi sull’incremento dei ricavi. Alcuni commenti mi sorgono spontanei e li riporto in ordine sparso, così, giusto per mantenere alto il livello folkloristico.

1. Di solito nelle grandi fusioni aziendali, come parrebbe essere quella fra la vecchia Alitalia e Airone, il processo di ristrutturazione e riorganizzazione dura fra i 6 mesi (virtuosissimi) e i 2 anni (media) e comporta le famigerate “lacrime e sangue” per tutti i dipendenti e collaboratori, visto che duplicazione di ruoli, ridondanze di processi e logistiche, ecc. rientrano nella normalità e comportano, altrettanto normalmente, interventi per recuperare efficienza a danno dei posti di lavoro.
E’ fantastico scoprire che la nuova società gestore del monopolio dei voli in Italia è talmente efficace da aver già completato questo processo di fusione! Peraltro di due aziende che non brillavano certo per snellezza organizzativa e contenimento dei costi. Meglio così, chi ha sete beva.

2. Con ancora più gioia e stupore lego la dichiarazione ai costi della distribuzione, ovvero delle agenzie di viaggi. Dato che, a quanto mi risulta, in pochissimi hanno firmato la proposta di accordo di incentivazione presentata dalla nuova CAI , causa inaccettabilità dei contenuti il cui unico obiettivo era evidentemente quello di azzerare i costi della distribuzione distruggendo le agenzie di viaggi, è evidente che se non intendono più tagliare i costi allora torneranno a proporre un accordo intelligente, avendo capito che, non esistendo nessun settore al mondo senza la fase della distribuzione dei servizi/prodotti, hanno bisogno delle agenzie per andare avanti. Attendiamo tutti con ansia di vedere gli effetti di questa inversione di tendenza

3. Che idea geniale, aumentare i ricavi!! Peraltro è un’idea che mi (ci?) mette anche in difficoltà, perchè sono ormai mesi che ci stiamo tutti spremendo le mitiche meningi (chi le ha…) per cercare di capire come compensare (con maggiori ricavi, ndr) gli effetti di una crisi biblica, ma niente, nessuna idea brillante (stiamo invecchiando…sigh)! E invece a questi nuovi, eccola lì, pochi giorni di lavoro, qualche consulente eccellente e voilà, l’idea per uscire dal pantano!! Forse che forse pensano di aumentare le tariffe tanto, in Italia, si vola così o col treno? Ma no dai!! Sempre a pensare male….. attendiamo con pazienza e alla fine capiremo bene come si svilupperà questa fantastica idea di aumentare i ricavi…..

Cara vecchia Italia, buon lavoro….


La nuova Alitalia e le adv

gennaio 27, 2009

Prendo spunto da una lettera inviata alla redazione de “l’Agenzia di Viaggi” per commentare le osservazioni esposte dal titolare di una Agenzia Viaggi sulla tematica in oggetto.

Eccone uno stralcio [Qui la lettera completa]:

«Egregio direttore, e cari colleghi,

Vorrei sottoporle una questione, se lei o qualcuno dei colleghi può fornirmi una spiegazione circa i fatti che le descrivo: stamani il corriere mi ha portato in agenzia una busta contenente i nuovi folderini (in quadricromia) con i quali Alitalia si presenta al pubblico, confidando nella nuona volontà di noi adv per diffonderli.

Ho letto attentamente quanto pubblicato  si invitano i passeggeri a rivolgersi alle agenzie di viaggi nel caso…  [Continua a leggere]

Ecco la mia risposta a Pierluigi Pucci, titolare de “I viaggi del Procione”:

Caro Pierluigi,

le tue verità sono così evidenti che comportano una sola possibilità di scelta: dimostrare che se Alitalia (così come tutte le altre compagnie aeree) non cambia politica, dovrà vendere il 100% on-line per poter riempire i suoi aerei.

Come farlo? L’evoluzione delle tecnologie e dei sistemi di comunicazione ci aiutano tantissimo: se Beppe Grillo è riuscito ad organizzare il VaffaDay, se Facebook riesce ad organizzare le serate dei suoi iscritti, possibile che noi non si riesca a mettere d’accordo qualche centinaio od anche migliaio di agenzie di viaggi e smettere, per un certo periodo di tempo, di vendere un vettore fino a quando non torna sui ceci a Canossa?

Solo che non  c’è più tempo e se si vuole far qualcosa, va fatta subito.


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