Enit e il miraggio del turismo salva Italia

novembre 30, 2013

Ho dovuto decantare a lungo prima di decidermi a condividere l’ennesima delusione per una classe politica ed amministrativa che tanto promette e nulla fa, semplicemente perché non è capace di fare.
Sono anni che sentiamo inneggiare al turismo come uno dei settori che maggiormente può contribuire alla ripresa economica dell’Italia e siamo tutti d’accordo, perché la ricchezza geografica e culturale del nostro Paese è evidente e non discutibile.
Basterebbe gestirla e valorizzarla; il mondo sarebbe già pronto a premiarci.
Eppure, anche nell’ultimo Country Brand Index 2012-2013 l’Italia continua il trend apparentemente inarrestabile di caduta, passando dal 12° al 15° posto, in una classifica guidata da Svizzera, Canada e Giappone, ovvero nazioni molto belle ma alle quali solo una cosa abbiamo da invidiare: la serietà, professionalità, etica, senso del dovere della classe politica (anche se il governo è sempre lo specchio del popolo che lo elegge).
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Basta sfotterci!

agosto 20, 2012

Le continue sparate (termine gentile che non mi appartiene) di Monti hanno veramente stufato! Vedere un presunto tecnico comportarsi da consumato politico e, quindi, scarsissimo tecnico è veramente indisponente.
La presa per i fondelli della via di uscita dalla crisi, le cretinate della Fornero sugli imprenditori che “ora che il governo ha risolto i problemi dell’Italia devono investire” (e perché mai, anche avessero i soldi, dovrebbero farlo in un Paese farlocco come il nostro?), il proselitismo markettaro sulla “guerra all’evasione”, gli specchietti per allocchi di riforme inesistenti e spending review basate sulle tasche degli italiani, ecc. ecc.
Il tutto mentre le spese di tutti i giorni stanno diventando insostenibili, sia per i privati che per le imprese (piaciuto lo scherzetto della benzina e del conguaglio del gas di agosto? Bene, perché adesso arrivano anche gli altri).
Non se ne può più.
Vi invito a leggere due interessanti articoli:
Sulla lotta all’evasione i toni del governo hanno stufato, di Enrico Zanetti
La spending review resta da fare (perché Monti è incapace, aggiungo io) di Oscar Giannino


Ladri e bugiardi

febbraio 17, 2011

Come al solito Oscar Giannino è fonte di informazioni e spalla su cui condividere rabbia e indignazione.
Nella trasmissione del 17 gennaio, incentrata su alcuni punti del milleproroghe, ha ancora una volta evidenziato chiaramente il nostro stato di sudditi e non di cittadini.
Sudditi che subiscono ogni giorno le vessazioni di uno Stato padrone ma, soprattutto, ladro, bugiardo e ingiusto.
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Italia apri gli occhi, by Fabio Lazzerini

febbraio 16, 2011

Oggi non contravvengo a nulla, ospito semplicemente, a sua insaputa e sperando di non infrangere alcuna legge, leggina o leggiucola, Fabio Lazzerini, che commenta perfettamente uno dei mali dell’Italia.
Con ringraziamenti interposti a Oscar Giannino.


[Book-Blog] Assicurazioni e dintorni – capitolo terzo

settembre 28, 2009

Sarei curioso di sapere qual è la % degli italiani che, almeno una volta nella vita, hanno simulato accadimenti e/o traumi, infortuni, distorsioni, ecc. per ottenere un risarcimento non dovuto, totalmente o parzialmente, dalla propria assicurazione.
Se dovessi scommettere direi non meno dell’80%. E purtroppo, seppur molti anni fa, in questa % rientra anche qualcuno molto vicino a me e molto simile a me, che quasi sembro io.

Che differenza c’è fra chiedere una tangente e chiedere un risarcimento non dovuto? Eticamente mi sentirei di dire nessuna.
E perché ci lamentiamo dei prezzi alti delle assicurazioni se contribuiamo ad aumentare i loro costi con rimborsi non dovuti?

Lasciamo stare riflessioni general-generiche e passiamo al primo di alcuni racconti assicurativi.
Incidente stradale, evidente colpa di uno dei due conducenti.

Colpevole: “Scusa, proprio non ti ho visto.”
Innocente: “In effetti… direi che non ci sono dubbi, vero?”
C: “Assolutamente. Peraltro hai solo un colpetto, quasi quasi te lo pago direttamente senza passare dall’assicurazione”.
I: “Ah…”
C: “Beh, comunque ci penso un attimo. Senti, intanto firmiamo il CID così tu stai tranquillo, poi magari se ti fai fare un preventivo mi aiuti a decidere”.
I: “….Va bene…..ma, senti, tanto mi sembri una persona per bene, facciamo così, non firmarmi neppure il CID, se sei in zona passi dal mio bar oggi pomeriggio così sistemiamo tutto”
C, perplesso: “Mah? Potevamo già sistemare quasi tutto ora, no?”
I: “Sì, ma ora scappo sono incasinato. Dai facciamo che passi da me oggi verso le 2, puoi?”
C, sempre più perplesso: “Va bene, dammi l’indirizzo, appena mangiato vengo da te”
I: “Ok, a dopo”.
Al bar, nel pomeriggio, dopo i convenevoli.
C: “Ok, allora firmiamo il tutto?”
I: “Va bene, però senti, ti faccio una proposta: potremmo far risultare l’incidente con un’altra mia macchina che ha un po’ di danni in più, inoltre potremmo mettere che guidava mia sorella che ha una spalla infortunata così arriviamo a 10-12000 euro di danni, poi ce li dividiamo. Che ne dici?”
C: “Facciamo così: ti firmo il CID per come le cose sono andate realmente, tu ti fai fare un preventivo molto onesto ed io te lo pago. Se risento una cazzata di questo tipo o vedo un preventivo disonesto ti denuncio. Che ne dici?”
I: “Sei proprio un gaggio, comunque come vuoi, firma tutto, lasciami il numero poi ci sentiamo”

Il tutto ovviamente con la sintesi necessaria per un book-blog. Il colpevole della situazione, persona che conosco molto bene, rientra in quella % di persone oneste e moralmente integerrime che ci consentono di coltivare ancora quel piccolo barlume di speranza.


[Book-Blog] La recessione si specchia in una sfera d’acciaio – capitolo secondo

settembre 21, 2009

Nella saga degli episodi e delle ragioni per la fuga dall’Italia non può mancare la vicenda della famiglia Bonacina, rappresentata perfettamente da Nino Caravegna del Sole 24ore.
L’articolo non ha bisogno di ulteriori commenti e risponde esaurientemente alle barzellette che ci raccontano sui fantomatici aiuti alle imprese.


[Book-Blog] Italia, la decadenza genetica – capitolo primo

settembre 8, 2009

L’episodio del primo capitolo si sviluppa in una domenica di tarda primavera presso un ristorante tipico dell’entroterra ligure, di ottima qualità, con piatti tipici e prezzi molto competitivi.
Il soggetto è multiplo, ovvero è rappresentato da 8 lavoratori di un corpo di sicurezza/assistenza statale che, in servizio come dimostrano le divise da lavoro indossate, vengono al mio stesso ristorante per la pausa pranzo.
Al momento del pagamento, attendo alla cassa che si risolva la questione fra la cassiera ed il rappresentante degli 8 lavoratori.

Cassiera: “il totale sono 144 euro, 18 euro a testa, vuole la fattura?”
Rappresentante, titubante: “Ah, 18? Ma, a noi basterebbe una ricevuta, però….”
C: “Dica, una unica o 8?”
R: “Ma…, no basterebbe anche una unica.. però…”
C, perplessa: “Mi dica, c’è qualche cosa che non andava?”
R: “No, tutto a posto, anzi. Senta, l’unica cosa, non è che può farmi una ricevuta da 176 euro? Cioè per calcolare 22 euro a testa?”
C: “176? Belin, non capisco, ma vuole pagare di più?”
R: “No, no, intendevo la ricevuta, però noi paghiamo 18. Cioè, vede, a noi rimborsano 22 euro per il pranzo di lavoro domenicale, così se ci fa la ricevuta da 176 noi prendiamo tutto il rimborso”
C: “Belinnn…, ho capito…Però, vede, se le faccio una ricevuta da 176 mi dovete anche pagare 176, altrimenti io ci rimetto”
R: “Ma per lei cosa cambia?”
C: “Belin se cambia!!? Se le faccio una ricevuta io la registro e su quello pago tasse, iva, ecc. Se lei mi paga di meno io ci rimetto la differenza”
R. “ah, ho capito. Quindi come possiamo fare?”
C: “Guardi, non so cosa dirle…io le faccio la ricevuta che vuole, però lei mi deve dare i soldi della ricevuta”
R: “A meno che non mettiamo una persona in meno…ah, no, se ne metto una in meno poi questa non ha diritto al rimborso. Mannaggia, ci rimettiamo 4 euro.”
C, perplessa: “No, lei non ci rimette nulla, prende il rimborso di quello che ha speso. Semmai non ci guadagna 4 euro.”
R: “Vabbè, mi faccia pure la ricevuta giusta, grazie comunque”.

Questa conversazione allucinante è un primo breve esempio del quotidiano spirito furbesco che anima tutti, nonostante sono certo che uno degli argomenti più interessanti del pranzo di lavoro sia stato lo sdegno verso i nostri “politici ladroni”…
Buona fortuna, Italia.


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