Genova-AMT, storie italiche ordinarie

dicembre 1, 2013

La recente vicenda dell’AMT, fatta di scioperi selvaggi, città bloccate, cittadini lesi nelle loro libertà di base, proiettili inviati, ecc., mi ha lasciato un’amarezza profonda, dando il colpo di grazia a quel barlume di speranza che ancora potevo avere per il futuro dell’Italia.
La storia dell’AMT è sicuramente complessa, al pari delle altre centinaia società municipalizzate o comunque pubbliche (dalle più piccole alle più grandi, come la RAI), ma l’insegnamento che dobbiamo trarne è duplice: da una parte l’ennesima prova dell’incapacità dei gestori della cosa pubblica, sempre in balia di chi grida più forte, dall’altra la consapevolezza che il problema del nostro Paese sta in ciascuno di noi, troppo occupato a proteggere un giardinetto curato con i soldi dei vicini.
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Enit e il miraggio del turismo salva Italia

novembre 30, 2013

Ho dovuto decantare a lungo prima di decidermi a condividere l’ennesima delusione per una classe politica ed amministrativa che tanto promette e nulla fa, semplicemente perché non è capace di fare.
Sono anni che sentiamo inneggiare al turismo come uno dei settori che maggiormente può contribuire alla ripresa economica dell’Italia e siamo tutti d’accordo, perché la ricchezza geografica e culturale del nostro Paese è evidente e non discutibile.
Basterebbe gestirla e valorizzarla; il mondo sarebbe già pronto a premiarci.
Eppure, anche nell’ultimo Country Brand Index 2012-2013 l’Italia continua il trend apparentemente inarrestabile di caduta, passando dal 12° al 15° posto, in una classifica guidata da Svizzera, Canada e Giappone, ovvero nazioni molto belle ma alle quali solo una cosa abbiamo da invidiare: la serietà, professionalità, etica, senso del dovere della classe politica (anche se il governo è sempre lo specchio del popolo che lo elegge).
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Il Travel che verrà – cap.2: Il turismo outgoing

giugno 1, 2013

Se il business travel dovrà affrontare un serio problema di riposizionamento competitivo delle TMC (Travel Management Comany) rispetto all’essenza dei servizi e prodotti offerti al mercato, per il segmento del turismo, sia outgoing che incoming, lo scenario di riferimento è, secondo me, abbastanza chiaro.
Vediamo quali sono le principali caratteristiche e trend del mercato turistico outgoing, fra cui è inutile elencare il problema della crisi economica, che ha solo accelerato e messo in rilievo le problematiche specifiche del settore.
• La prima problematica da elencare è necessariamente la frammentazione degli operatori turistici, tutt’oggi una delle principali caratteristiche di ogni fase del business system, al di là di tutti i tentativi, con relative roboanti dichiarazioni, di far passare per grandi imprese degli accrocchi di mini-imprese indipendenti o gruppi di acquisto ormai anacronistici. Anche i più noti brand di TO hanno quote di mercato, se calcolate sul reale valore del mercato turistico outogoing, di pochi punti percentuali.
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Fare, disfare, Giannino e Zingales

febbraio 20, 2013

Volevo astenermi da qualsiasi commento sulla vicenda, ma poi, dato che amici e conoscenti chiedono la mia opinione in merito, proverò a sintetizzare il mio pensiero.
Penso che:
– Giannino sia scivolato banalmente su una classica debolezza umana, la stessa che porta a esaltare i successi, a nascondere le sconfitte e a bearsi di patacche che non sono altro che l’esaltazione dell’apparenza rispetto alla sostanza;
– noi siamo ciò che facciamo e non ciò che una patacca o gli altri dicono di noi; nel caso di Giannino, il mio allineamento rispetto al suo pensiero politico – e magari un domani rispetto alle azioni – non cambia certamente per l’accaduto;
– allo stesso modo, la preparazione di Giannino dimostrata ripetutamente non sia certo influenzata da un master in più o in meno;
– allo stesso modo, l’egocentrismo e self-estimation di Giannino vengano solo minimamente e temporaneamente scalfiti da tutto ciò;
– Zingales abbia fatto una cazzata ancora più grande, perché i principi sono sacrosanti ma questa presa di posizione in questo momento incide sull’impegno e le opportunità di un movimento che va al di là di Giannino;
– Giannino abbia fatto bene a dimettersi, l’uomo rimane ma contano di più il programma e le idee di base del movimento

Quindi, voterò comunque Fare, perché è l’unico movimento con un programma dettagliato, pubblicato on-line, fatto di azioni puntuali su problematiche reali che condivido al 90%
Voterò comunque Fare, perché l’unica alternativa è il non voto o Grillo, che è però un voto di distruzione e non di ricostruzione. Gli altri, PD-PDL-Monti sono la causa e l’effetto di un Paese vicino al collasso.


Il nuovo piano di sviluppo del turismo

gennaio 19, 2013

Ho avuto il “piacere” di dedicare un sabato mattina alla lettura del nuovo piano strategico per il rilancio del sistema turistico italiano, redatto a cura del team presieduto dal (ex) Ministro Gnudi.
Nulla da dire sulla “struttura” e presentazione del piano, che sicuramente beneficiano del supporto consulenziale della BCG, mentre, a mio modesto parere, la sostanza del piano ha 3 difetti fondamentali, che lo rendono parecchio insufficiente:
1. non tiene conto degli ultimi 60 anni di storia della politica italiana, proponendo quindi soluzioni inapplicabili
2. mescola, non so se scientemente o ignorantemente, obiettivi e attività istituzionali (come quelli che dovrebbe avere un piano di questo tipo), con obiettivi e attività del libero mercato, che deve essere scevro da influenze pubbliche, se non per il framework entro cui muoversi
3. limita a poche generiche indicazioni il fulcro strategico del futuro del turismo, ovvero il mondo del web e dei social network
Andiamo per ordine
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L’inaccettabilità del rigore all’italiana

dicembre 5, 2012

Il principio del “rigore” nella gestione della cosa pubblica (o privata) di cui si riempie la bocca il nostro esimio professore, non è di per sé contestabile. La diligenza del buon padre di famiglia è una regola aurea che dovrebbe essere sempre applicata da un buon manager, di qualsiasi settore.
Ci sono però vari fattori che rendono la presa in giro di Monti insopportabile; senza entrare nel merito dei danni tecnici dell’insensato rigore che ha voluto applicare alle tasche degli italiani, invece di centrare il cuore del problema italico che sono le nefandezze dell’amministrazione pubblica, il punto fondamentale è che per chiunque abbia un senso etico della giustizia e della libertà, non è accettabile che uno stato ladro si approfitti della vita dei suoi cittadini, per ora apparentemente inermi e incapaci di ribellarsi.
Come è possibile accettare i piagnistei sulla mancanza di soldi di una regione come la Lombardia e di una provincia come quella di Milano, che contribuiscono a prosciugare le tasche dei loro cittadini, se poi si scopre che il collegio sindacale di Sea (e di Serravalle spa) è più costoso di qualsiasi azienda privata (1 mio di euro)? Per chi non lo sapesse Regione (54%) e Provincia (14%) detengono la maggioranza di Sea. Quante sono le aziende pubbliche in Italia e quanti sono i regali agli amici di queste aziende? Migliaia e fanno milioni di euro di sgravi fiscali mancati.
Perché dobbiamo accettare impunemente questa vergogna? E perché dobbiamo accettare le vergogne come quelle della vicenda Alitalia in amministrazione straordinaria, dove persino il Tribunale di Roma dichiara l’inaccettabilità del lavoro dei commissari e delle loro società di revisione (prima KPMG poi Ernst&Young, giusto per non farci mancare nulla)? Il tutto dopo aver pesato sulle nostre tasche di cittadini e su quelle delle imprese del turismo per anni?


L’arroganza che distrugge la nostra civiltà

novembre 29, 2012

Non avrei mai detto che mi sarei ritrovato a difendere Air France e invece, eccomi qua. Il video di quel bell’esempio di classe politica quarantennale italiana che risponde al nome di Formigoni sta già facendo il giro del mondo, per cui non vi racconto nulla di nuovo. D’altra parte, mi ha fatto tanta rabbia vederlo che non riesco a trattenermi e mi accodo a tutti coloro che lo hanno già fatto circolare.
Bugie, arroganza, pretestuosità, maleducazione, ridicole minacce e tutto perché sei arrivato in ritardo? Il problema non è la hostess, che è stata anche troppo gentile, ma il popolo italiano che avrebbe dovuto aspettarti all’arrivo per darti tanti schiaffi educativi, fra i quali anche il ritiro di ogni delega politica e possibilmente l’esilio come essere indesiderato.
E invece continuerai bellamente a farti i fattacci tuoi con i nostri soldi. Povero popolo bue.
Per una volta, viva Air France; ma solo per una volta, da domani mattina torniamo in trincea.


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