Il Travel che verrà – cap.2: Il turismo outgoing


Se il business travel dovrà affrontare un serio problema di riposizionamento competitivo delle TMC (Travel Management Comany) rispetto all’essenza dei servizi e prodotti offerti al mercato, per il segmento del turismo, sia outgoing che incoming, lo scenario di riferimento è, secondo me, abbastanza chiaro.
Vediamo quali sono le principali caratteristiche e trend del mercato turistico outgoing, fra cui è inutile elencare il problema della crisi economica, che ha solo accelerato e messo in rilievo le problematiche specifiche del settore.
• La prima problematica da elencare è necessariamente la frammentazione degli operatori turistici, tutt’oggi una delle principali caratteristiche di ogni fase del business system, al di là di tutti i tentativi, con relative roboanti dichiarazioni, di far passare per grandi imprese degli accrocchi di mini-imprese indipendenti o gruppi di acquisto ormai anacronistici. Anche i più noti brand di TO hanno quote di mercato, se calcolate sul reale valore del mercato turistico outogoing, di pochi punti percentuali.

• Di conseguenza, l’incapacità di ottenere importanti economie di scala, unita ad una scarsa visione di business, non consente agli operatori italiani di fare un salto di qualità verso la grande distribuzione turistica, che è l’ultima opportunità rimasta sul mercato, dato che a livello di servizi primari (hotel, aerei, etc.) non ritengo ci siano gruppi industriali italiani in grado di fare il salto di qualità, quindi in questa fase rimane solo la possibilità di essere acquisiti da stranieri.
• I costi di gestione delle agenzie di viaggio sono oggi insostenibili nella maggior parte dei casi, non solo per i bassi margini disponibili, ma anche per una grave perdita di immagine degli agenti sul mercato, a cui non riescono più a far capire il proprio valore aggiunto, spesso per mancanza di quella professionalità indispensabile per distinguersi dal web e da un consumatore sempre più preparato, almeno a livello teorico.
• Il format degli agenti/agenzie dovrà quindi evolvere, sia in termini di professionalità, sia di service mix proposto, sia di gestione dei costi e infine sia di dimensioni di impresa (vedi punti precedenti). Punti vendita o professionisti stand –alone, infatti, non potranno, salvo eccezioni, competere nell’arena distributiva che verrà. Le eccezioni saranno costituite da tutti coloro che saranno in grado di ritagliarsi delle nicchie di mercato, per area geografica e/o prodotto di specializzazione.
• Il canale delle vendite on-line è oggi quello con il trend di crescita più importante, anche se non si può dimenticare che oltre il 60% delle vendite di turismo viene ancora concluso “fisicamente”. D’altra parte, però, il web è diventato il canale informativo per eccellenza (web include social network) e con questo gli operatori dovranno confrontarsi, distinguendosi per una professionalità non comparabile, oltre che per prodotto e supporto alla comparazione dello stesso.
• I prodotti /servizi più venduti sul web sono hotel e aerei, con alta incidenza delle destinazioni di corto e medio raggio
• Il canale web è l’unico che ha visto sviluppare di recente grandi realtà imprenditoriali e dove ci si attendono ulteriori importanti evoluzioni (Google, Microsoft, ecc.). Certo è che, per la globalizzazione, controllo delle vendite, ampiezza di gamma e dimensioni di questi operatori, oggi questi operatori sono l’unico vero esempio di Distribuzione Turistica Organizzata. Per fortuna per ora ancora limitata ad un solo canale, ma per quanto?
• Al contrario, gli operatori fisici che non saranno in grado di crescere, ottenere economie di scala, differenziarsi per prodotto e competere adeguatamente nell’area web, saranno spazzati via.
• La differenziazione di prodotto è oggi possibile solo attraverso una ridefinizione dei ruoli all’interno del business system. Il TO come concepito in Italia e con queste dimensioni non ha più alcuna ragione di esistere. Il prodotto si differenzia all’origine (strutture proprietarie, destinazioni, itinerari e servizi) ma sarà chi controllerà la distribuzione che potrà fare la differenza, spesso insieme a chi controllerà le quote di mercato più importanti nell’incoming delle destinazioni turistiche (occhio alle integrazioni degli operatori dei due segmenti).
• L’evoluzione tecnologica continuerà a fare la differenza, per la produttività, l’efficienza dei processi, l’esperienza dei clienti, l’accesso e la distribuzione del prodotto, ecc.
• In un momento di grave crisi economica, con tutte le evoluzioni di sistema in corso, ci sono anche grandi opportunità, spesso derivanti da operazioni di M&A
• Il problema in Italia è che le operazioni in atto più significative evidenziano vacui tentativi di integrazione verticale della filiera (vedi i recenti acquisti di Costa Crociere, Alpitour, MSC e il tentativo di Uvet verso Valtur), senza comprensione del rapporto produzione-distribuzione, ripetendo anche errori storici ormai conclamati.
• Le tendenze evidenziate porteranno anche ad una ridefinizione dei modelli di business intra-fase, ovvero ad uno spostamento verso logiche di compravendita su tutta la filiera, inglobando la remunerazione del valore aggiunto direttamente sul prezzo dei servizi venduti e uscendo in tal modo dalla logica delle fee e delle commissioni di vendita

Bene, direi che anche stavolta ho esagerato nella lunghezza del post, ma si sa che io non sono un vero blogger; il mio è solo un modo per condividere un po’ divisione di impresa, ognuna si faccia poi la propria.

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