Le nuove generazioni sono avanti…


…oppure io mi sono perso qualcosa nella memoria e nell’evoluzione dell’insegnamento.
I fatti
Parliamo di Sarzana, quarta elementare, mese di ottobre, quindi scuola appena iniziata e scolari tendenzialmente ancora con le nozioni della terza elementare.
Lezione di storia e geografia.

La maestra, nuova, giovane e evidentemente cazzuta, decide di fare un dettato che poi gli alunni dovranno portare a casa, studiare, ripetere e su cui fare degli esercizi ad hoc. Nulla di strano. Il testo è però il seguente
Circa 8.000 anni fa, al tempo degli agricoltori-allevatori del Neolitico, esisteva una diversa conoscenza della realtà naturale. Infatti, le comunità umane fondavano la loro economia agricola sulla conoscenza dei mutamenti stagionali, lavoravano legno, ossa e pietre per cacciare e migliorare la loro vita.
Già allora nell’uomo c’erano la curiosità e l’ingegno come risposta ai propri bisogni e come tentativo di migliorare la propria vita, caratteristiche alla base della scienza moderna.
Gli uomini antichi spiegavano i fenomeni naturali tramite i Miti, che hanno tentato di dare una prima spiegazione alla nascita del mondo, facendo ricorso all’ultraterreno quando non si era in grado di dare una spiegazione a ciò che si vedeva.
I primi osservatori della natura segnano la nascita della scienza dal grande amore per la sapienza. Essa cerca di definire i principi che regolano la realtà soprattutto tramite la logica. Aristotele, un grande filosofo, ha creato il sillogismo, un ragionamento deduttivo che tramite due premesse, una maggiore ed una minore, arriva ad una conclusione
.”
Ora, a partire dall’economia che non è nota neanche a Monti, per arrivare all’ultraterreno, alla filosofia ed ai sillogismi, ho come l’impressione che un bambino di 9 anni abbia qualche difficoltà a capire perfettamente di cosa si stia parlando. E se ciò è vero mi chiedo se possa studiare un testo del genere in una modalità differente dal pappagallismo.
Ma forse sbaglio, quindi attendo numerosi commenti e testimonianze di come le nuove generazioni italiche, grazie a tecniche di insegnamento evolute, siano già impregnate di cultura e prossime a scalzare tutti i vecchiacci ignoranti che le precedono.

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