IATA e gli istituti di pagamento


La nuova normativa in materia di sistemi di pagamento abilita quali nuove categorie di operatori gli Istituti di Pagamento e gli Istituti di Moneta Elettronica. In sostanza, queste nuove categorie potranno esercitare attività commerciali accanto all’offerta di servizi di pagamento; ciò faciliterà l’apertura del mercato nei riguardi di operatori che dispongono di un’ampia rete di punti di contatto con l’utenza, come ad esempio quelli di telefonia mobile o della grande distribuzione.
Tutto molto bello, però una domanda sorge spontanea: come è possibile che la IATA, che non è una 106 o una 107, non è un IMEL e neppure un Istituto di pagamento, possa gestire tutti i flussi di pagamento verso le compagnie aeree, con procedure stringenti ed obbligatorie? Non è che sta violando bellamente la normativa, alla faccia dei vari Vodafone, TIM, Esselunga & C che invece non possono proporre alcun servizio finanziario ai propri clienti?

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