La memoria dell’acqua


“Non è dimostrato scientificamente che le molecole di H2O posseggano memoria. Anzi, sembra impossibile dimostrarlo. Scorrendo dall’alto verso il basso, o evaporandosi, risalendo al cielo, come fanno a ricordarsi dei luoghi in cui erano unite? L’oblio in noi umani della presenza dell’acqua è frequente. Addirittura facciamo di tutto per cancellare la sua esistenza. Distruggiamo sorgenti, tombiamo canali e fiumi, costruiamo negli alvei, bonifichiamo valli e paludi, prosciughiamo lagune, cementifichiamo coste. L’acqua ha una memoria perenne. Prima o dopo ritorna dov’era già stata. Non sappiamo quando, ma conosciamo il luogo in cui l’acqua ritornerà.

Riaffiorerà dov’era stata tombata, allagherà le zone dov’era stata deviata, sommergerà le case e le cose dove per anni si era persa la memoria della sua presenza. Quando l’acqua del cielo si ricongiunge a quella della terra e trova sconvolto il suo ambiente d’origine, si scatena una furia devastatrice uguale al nostro furore costruttivo. Siamo moderni, cementifichiamo tutto, anche la nostra memoria. Crediamo di impastare il cemento con l’acqua dell’oblio. Seppelliamo il suo ricordo, non riusciamo però a seppellire la sua memoria, la memoria dell’acqua. Allora quando c’è un’alluvione, una città sommersa, una strada allagata, un territorio annegato, bestemmiamo la natura matrigna. Che idioti.”
di Pier Luigi Cervellati

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