L’eterna crisi dei vettori tradizionali


Anche quest’anno sembra che AirFrance chiuda in perdita, nonostante gli sbandierati ed effettivi tagli ai costi, inclusi quelli della distribuzione (agenzie di viaggio), e nonostante sia ormai almeno un decennio che la società è in ristrutturazione per far fronte alle continue crisi mondiali (torri, sars, recessione e aumento del prezzo del petrolio, vulcani, maremoti, ecc.) e per riguadagnare competitività nei confronti degli ormai non più nuovi players del trasporto aereo, quali compagnie low cost e rising stars (compagnie orientali e mediorientali in primis).
Certo, AirFrance non è sola ma in buona compagnia, a partire dalle compagnie d’oltremare che già abbondantemente hanno contribuito ad aumentare il debito pubblico americano, per arrivare alla tedesca Lufthansa, che certamente non brilla per il rigore dei propri conti, anch’essi in probabile rosso (leggasi il Sole 24ore di ieri). Un po’ meglio British, che pare essere riuscita ad arrivare all’equilibrio operativo.
In nessuna impresa seria i piani di ristrutturazione durano così a lungo, ma probabilmente la dimensione ed importanza dei vettori è tale per il Paese di residenza da non poter consentire alcun default, un po’ come sta avvenendo per il settore bancario.
In Italia una situazione analoga, di dimensioni di gran lunga inferiori, è avvenuta con i principali Tour Operator (vedasi la richiesta recentissima di amministrazione straordinaria per Valtur), tenuti in piedi da rinnovi del debito verso le Banche a fronte di improbabili piani di rilancio, fino a quando, complice la situazione economica globale, il giochino si è fatto insostenibile.
Dato però che questa situazione non accenna certo a migliorare, anzi le previsioni serie non possono che essere pessimistiche, c’è da chiedersi fino a quando i vettori aerei continueranno a beneficiare di aiuti simil pubblici o di coperture private delle perdite e se a un certo punto ci dovremo preoccupare della riprotezione dei passeggeri e delle procedure di recupero dei crediti…
Meditate viaggiatori, meditate.

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