(Dis) integrazione di filiera (the end)


La domanda “chi avrà le palle per prendere il posto dei nuovi T.O?” è secondo me errata. Ciò che ci dovremmo chiedere è: chi avrà ancora un futuro e come evolverà il business system?
Può darsi che nelle mie scomposizioni dell’analisi io ecceda e tenda a semplificare troppo, ma la mia visione del prossimo futuro è abbastanza chiara, peraltro suffragata dai cambiamenti già in corso.
Sintetizzo alcuni assunti di base.


Dimensioni
Senza un’adeguata dimensione (o una nicchia ben identificata di mercato) la sopravvivenza sarà sempre a rischio. Oggi l’Egitto ha messo in ginocchio gli operatori con alte quote del loro fatturato su quella destinazione. La dimensione piccola non consente di superare le situazioni impreviste, rende difficili gli investimenti, non consente contrattazioni adeguate al potere dei competitor, non compete in un mercato globale, ecc.

Ruoli
I T.O. intesi come grossisti potranno anche sopravvivere, ma solo se sapranno fare sistema e raggiungere adeguate dimensioni. L’esempio di ciò che è avvenuto nel segmento hotel dovrebbe insegnare, pur con le dovute differenze di prodotto: oggi i consolidatori alberghieri hanno un ruolo importante sul mercato, offrono ampiezza di gamma, pricing interessante, soluzioni tecnologiche di accesso e distribuzione del prodotto. Il “grossista”, oggi più che mai, può puntare solo sulle dimensioni e i servizi.
I T.O. proprietari di villaggi potranno giocare un ruolo ancora importante, ma le dimensioni (ancora) e il posizionamento di prodotto saranno fondamentali per la sopravvivenza, altrimenti si troveranno nella stessa situazione degli alberghi indipendenti e indifferenziati.
I grandi gruppi alberghieri potrebbero riservare delle sorprese sul tema “servizi da tour operating”: hanno già le dimensioni e la capillarità necessaria per poter allargare i servizi alberghieri a quelli di assistenza vacanziera. In fondo, già oggi i TO grossisti sono solo ospiti delle strutture, le quali potrebbero beneficiare di molte economie di scala se questi servizi li offrissero direttamente.
La distribuzione assumerà prima o poi il ruolo che ha in tutti gli altri settori, diventando il vero punto di accesso al prodotto per il consumatore finale, che troverà nella dimensione, solidità, servizi e brand del distributore la migliore garanzia per i propri acquisti, indipendentemente dal canale di accesso. E svilupperà i propri prodotti a marchio, andando a sostituire il lavoro dei TO (non proprietari) esattamente come nei consumer goods ha sostituito quello dei grossisti.

Canali di vendita
Su un’altra cosa concordo con Marco Ficarra: per ancora molti anni chi vorrà assurgere al ruolo di Grande Distributore Turistico non potrà evitare di presidiare tutti i canali e quello off-line continuerà, per diverse tipologie di prodotto/servizio, a rimanere essenziale per il cliente finale.
Ciò che cambierà, con dinamiche spesso imprevedibili, sono le caratteristiche dei canali, per cui il fattore critico di successo per tutti sarà: flessibilità. Oggi le vendite on-line aumentano, ma già i siti dovranno essere pronti per le applicazioni mobile, perché smartphone e tablet saranno il punto d’ingresso dei consumatori già domani mattina; oggi Visit Britain lega il proprio progetto incoming a Facebook Places, domani tutte le aziende saranno costrette ad andarci. E saranno costrette a capire come si muoveranno colossi come Google o Microsoft o Apple, perché ogni possibile cambiamento rappresenta, al tempo stesso, un’opportunità e una minaccia.

Insomma, chi può assurgere ad un ruolo diverso? Per me, oggi le possibilità le hanno le OLTA, le grandi catene alberghiere e i grandi Network che non siano gruppi di acquisto. Ma mission definita, obiettivi chiari e strategie efficaci sono fondamentali per ottenere qualcosa.
I TO quindi scompariranno? Assolutamente no, quelli che “hanno” il prodotto possono ancora assumere un ruolo importante nel mercato, ma dovranno fare sistema e raggiungere dimensioni competitive, altrimenti rischieranno di essere fagocitati da una grande catena o dal primo Grande Distributore Turistico, per il quale produranno servizi a brand dedicato e diventeranno come le attuali fabbriche di “produzione conto terzi”.
Visioni deliranti? Chissà….

Una risposta a (Dis) integrazione di filiera (the end)

  1. Fabio scrive:

    Davide,
    ottima sintesi ed analisi del settore !!! Oggi ho consigliato ai miei studenti di leggere le tue quattro puntate per avere una eccellente rappresentazione dei macro trend che l’industria (ma possiamo davvero chiamarla così ?!?) del turismo sta affrontando.
    Fabio

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