(Dis) integrazione di filiera (3)


Chiudo la trilogia sull’argomento discusso in Travellab, che ringrazio per gli interessanti spunti forniti; una sana discussione aiuta sempre a crescere e magari ad uscire dall’angolo del proprio punto di vista, che dovrebbe essere sempre messo in discussione per potersi adattare ai cambiamenti di mercato.

“IT – Sistema”
Fra le tante affermazioni condivise, riporto per ora quella di Marco Ficarra (AD Blu Holding) che indicava nell’incapacità degli attori della filiera di fare sistema come uno dei mali fondamentali del nostro travel. Ha ragione. Il nostro settore, ma forse è un problema genetico italiano, è arroccato in gestioni anti-manageriali, governate dalla presunzione di essere sempre un po’ più furbi degli altri e dalla diffidenza, che porta a prendere posizioni di chiusura su aspetti irrilevanti rispetto al proprio posizionamento di business. Un esempio: l’apertura dei sistemi tecnologici per facilitare il flusso di informazioni all’interno del business system. Per ragioni storiche, miopia delle softwarehouse o dei manager, osserviamo oggi un divario incredibile fra la fruibilità delle informazioni di voli ed hotel e quella dei pacchetti dei Tour Operator, come se questa chiusura potesse rappresentare un fattore critico di successo per il loro business. La mia visione da questo punto di vista è molto semplice: se nel giro di 1-2 anni i TO non si apriranno a tutti i sistemi e canali distributivi, scegliendo poi strategicamente su quali posizionarsi, sono destinati ad essere tagliati fuori da qualsiasi futuro. La loro battaglia dovrà essere quella sulla riconoscibilità del brand/prodotto e, ahimé, sulle dimensioni.

“Ne discutevamo 10 anni fa e fra 10 anni saremo ancora qui a discuterne”
Dato l’immobilismo storico del settore questa affermazione potrebbe anche essere vera; non tiene conto però di qualcosa che rispetto a 10 anni fa è totalmente diverso: la velocità dell’evoluzione tecnologica e delle modalità di recupero delle informazioni e di acquisto da parte dei consumatori. Chi pensa che FB places, Foursquare, Google, Microsoft, Apple & C. non continuino a cambiare di anno in anno gli strumenti di relazione con i clienti è semplicemente fuori dal mondo. Chi si può permettere un minimo di distacco rispetto ai grandi cambiamenti della rete, che oggi per me non è più internet ma è il triangolo connettività-applicazioni-devices, è solo chi gestisce beni di nicchia, come la Ferrari (che poi è attenta alle evoluzioni). Quindi, fra 10 anni sono sicuro che non discuteremo di disintegrazione della filiera ma di tutt’altre cose e lo faranno quei pochi che saranno stati capaci di sopravvivere

Chi ha le palle per prendere il ruolo di “nuovo” TO?
Questa era la domanda intorno alla quale si è imbastita la discussione. Dato che il post è già diventato troppo lungo e state sbadigliando, rimando al prossimo la chiusura

continua… nel prossimo post

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