(Dis) integrazione di filiera


Poche ore fa ho partecipato ad un interessante incontro organizzato da TravelLab in merito al tema delle relazioni e dei ruoli fra i vari attori del business system del travel, da sempre chiamati a rispondere sul quesito della intermediazione, disintermediazione, re-intermediazione, superdisintegrazione, ecc.
E’ un tema storico e dibattutto migliaia di volte ma sempre attuale, anche se soltanto nel settore travel, perché gli altri settori a questo quesito hanno risposto già molti anni fa ed ora si interrogano, giustamente e con uno sguardo un po’ più orientato al futuro, su altri trend che influenzano le modalità di acquisto del Cliente.

E’ anche un tema già affrontato diverse volte su questo blog, per cui non voglio ripetere ciò che ho già detto, ma semplicemente commentare alcuni aspetti emersi durante l’incontro, cosa che non ho fatto live per non fare la consueta figura del rompiscatole. Dividerò questi aspetti ed i relativi commenti su più post, in modo da non annoiarvi oltre il livello cui siete abituati

Diagramma di filiera
Forse perché ormai deviato da n rappresentazioni di business system, mi sono trovato non d’accordo con il diagramma rappresentato. Per me, mettere insieme nella rappresentazione canali, attori, sistemi tecnologici e attività di marketing non aiuta ma confonde.
I GDS intesi come softwarehouse non possono stare nella filiera (semmai ci possono andare come proprietari di OLTA), perché è come mettere in quella dei consumer goods i fornitori della tecnologia dei codici a barre.
Rappresentare in modo diverso le OLTA dalle normali agenzie di viaggi è sbagliato, fanno tutte e due lo stesso mestiere, le prime sul canale internet, le altre su quello tradizionale (anzi misto perché oggi sono anche on-line)
Non differenziare i TO grossisti (senza strutture di proprietà) da quelli proprietari non aiuta a focalizzare l’eventuale problema sul posizionamento dei ruoli: chi ha le strutture è diventato un fornitore primario di servizi, ovvero colui che ha in mano “il prodotto”, ovvero colui che può differenziarsi dai suoi competitor per le caratteristiche strutturali e non solo di prezzo di ciò che vende.
Blog e attività similari sono attività di marketing, nulla hanno a che fare con il business system, altrimenti dovremmo metterci anche DEM, SEO, SEM, Newsletter tradizionali, ecc.
I portali meritano un ragionamento a parte, perché possono essere generalisti, e allora per il travel sono solo un cliente B2B al pari delle Aziende/Cral, o verticali, e allora devono essere collocati in una fase specifica (produzione, grossisti, distribuzione) a seconda di cosa e come vendono.
Insomma, se si vuole approcciare un problema complesso per capirne le caratteristiche e le prospettive, il primo passo deve necessariamente essere quello della razionalizzazione, ovvero scomposizione dello stesso in sottoinsiemi correlati di cui si devono analizzare i dati di base. In altri termini: semplificazione.

…. continua … nei prossimi post

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