Strategie di crescita


Costa diventa azionista al 50% di Wellcome Travel Group, insieme ad Alpitour.
Che questa sia una notizia è indubbio, trattasi sempre del numero 1 (Costa) e 2 (Alpitour) del segmento Tour Operating e crociere e del numero 1 o giù di lì, in quanto a numero di agenzie affiliate, del networking.
Che questo fatto possa avere effetti dirompenti sul mercato del travel qualche dubbio invece lo lascia.

Ogni volta che si parla di operazioni di questo tipo si fa riferimento sempre a ciò che succede in Germania, senza tenere in considerazione le enormi differenze (non solo nel Travel, sigh, ndr) fra Italia e Germania. Già, perché pare facile dimenticarsi che in Germania le quote di mercato dei tour operator sono tutte a due cifre % e suddivise fra meno di 5 operatori. In Italia ci sono, almeno per ora, circa 100 operatori con quote di mercato inferiori al 5%, a parte giustappunto Alpitour che ne ha circa il doppio. Senza parlare della frammentazione della distribuzione. E’ quindi evidente che la scelta strategica di operatori come TUI in mercati come la Germania sia più legata al controllo del cliente finale ed alla volontà di chiudere ogni possibilità di sviluppo della distribuzione che non ai reali benefici sugli economics e sul processo commerciale (se ti sei comprato il 50% della distribuzione avendo il 50% di quota di mercato crei barriere all’ingresso praticamente insuperabili, sia per la distribuzione, che non avrebbe la corretta copertura di gamma, sia per la produzione, che non avrebbe mercati di sbocco).
Parallelamente, ogni volta che si decidono o si parla di strategie di integrazione, nessuno fa mai riferimento al fatto che salvo poche eccezioni irrilevanti, in ogni settore le integrazioni di filiera (tipo produzione-distribuzione = TO-adv) sono sempre state un insuccesso, tanto che oggi, di fatto, non ne esistono.
L’unica integrazione visibile, per esempio, nella grande distribuzione food è quella di prodotto/brand, ovvero le grandi catene che erodono quota di mercato vendendo prodotti a marchio, nati come low cost ed evolutisi in etichette di qualità a costo contenuto.
Quindi, ci si deve preoccupare dell’integrazione Costa-Alpitour-WTG? Mah, sinceramente, mi preoccuperei di più di qualche OLTA con progetti seri di copertura territoriale – multicanale….
Oppure dell’assenza di progetti seri di grande distribuzione da parte dei player esistenti; o del fatto che il Nord Africa in fiamme potrebbe avere qualche conseguenza seria sull’ampiezza e profondità di gamma disponibile sui vari canali del travel.
Comunque, staremo a vedere.

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