La grande beffa


Lo so, avevo dichiarato l’appesa al chiodo dei post sulla politica e dintorni, però spero mi perdonerete per una deroga che durerà lo spazio di questo post. D’altra parte, in questo momento di caos globale resistere a qualche commento o impropero è veramente impresa oltre le mie possibilità.
Ciò che ha scatenato la solita rabbia per un Paese – il nostro – che mi fa sdegnare ogni giorno di più è un piccolo articolo a pagina 5 del Sole 24ore di oggi, che passerà sicuramente inosservato.
Mentre il popolo appare sempre più invischiato nella spirale viziosa della polemica tribale-politica-giudiziaria, inclusa quella che pochi ipocriti e molti ingenui vogliono far passare come protesta culturale (legittima) quando è invece una pura protesta politica, i nostri vergognosi governanti continuano in quella mala gestio della cosa pubblica che dura da decenni e che sta facendo sprofondare il Paese nell’ignominia e nel baratro della crisi economica.

Vi riporto qualche passaggio dell’articolo, che parla del milleproroghe:
– i comuni fino a 50mila abitanti non sono più obbligati a dismettere le società di proprietà almeno fino al 2013 (e il cittadino paga lo stipendio di nulla facenti e copre le perdite di società di comodo)
– quelli con i conti in rosso potranno riutilizzare gli oneri di urbanizzazione per sostenere i bilanci
– la riduzione dei costi della politica (riduzione seggi) non si applica per le metropoli sopra il milione di abitanti
– i consiglieri di quartiere nelle città sopra i 250k abitanti possono tornare a ricevere il gettone di presenza
– il commissario straordinario di Roma si vede alzare lo stipendio e affiancare da due vice
Poco sopra l’articolo, un’altra chicca: l’ultimo comma del 2-bis (ddl di conversione milleproroghe) prevede che norme di coordinamento di carattere fiscale, valide per i bilanci di esercizio, possano essere emanate entro il 31 maggio (riguardo ai principi IAS), dunque con effetto retroattivo e con le solite conseguenze di incertezze e confusioni per tutte quelle società che, ovviamente, avranno chiuso i bilanci da tempo.
Se a questi piccoli esempi di uno status quo atavico aggiungiamo l’aumento della pressione fiscale e tutto quello che non è stato fatto (snellimento della burocrazia, agevolazioni per attrarre investimenti, sanità, riduzione parlamentari, riforma forze armate, disuguaglianza del trattamento previdenziale fra politici e normali cittadini, rilancio del turismo, ecc.), che è indispensabile per ridare un futuro ai nostri figli e che mai si farà con TUTTA l’attuale classe politica e dirigenziale italiana, forse dovremmo ripensare ai motivi delle manifestazioni di piazza e cercare una strada per ripartire da zero, prima di arrivare nella situazione del Nord Africa.
Povera Patria.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: