Davide contro Golia, o Golia contro Golia?


Chissà se siamo davvero vicini al cambiamento tanto agognato del nostro modello di business o se le schermaglie economico-commerciali fra i vari attori della filiera di produzione e distribuzione della biglietteria aerea sono ancora una volta un fuoco di paglia che nulla smuoverà.

Certo è che la battaglia fra American Airlines e il mondo della distribuzione si è arricchito di un nuovo e interessante episodio, sintetizzabile nella decisione di Expedia di non vendere più il vettore americano.

Sul tema presi già posizione qualche tempo fa, andando, come al solito, contro corrente e difendendo le scelte di AA di voler tagliare i costi della distribuzione tecnologica (GDS), soprattutto perché ritenevo e tuttora ritengo che questa decisione sia un modo alla Marchionne di dare una spallata al sistema, obbligandolo a rinnovarsi con logiche di business differenti e in linea coi tempi. Lungi da me infatti pensare che i GDS non svolgano un ruolo essenziale, di tipo tecnologico, all’interno della filiera del travel, ma la loro modalità di remunerazione, al pari di quella della distribuzione/agenzie di viaggio è obsoleta e non più in grado di sostenersi e sostenere il sistema nel suo complesso.

Ben vengano, quindi, tutte le decisioni volte ad accelerare un processo di modernizzazione del settore, anche dovesse essere cruento (economically speaking).
Partendo da questo punto di vista, non posso che essere favorevole anche alla decisione di Expedia di oscurare AA all’interno dei propri motori di ricerca, perché questa scelta ribadisce un concetto fondamentale della distribuzione che è quello di poter scegliere liberamente cosa mettere nei propri scaffali; concetto che è globalmente assodato negli altri settori ma che fa fatica a trovare comprensione nel mondo del travel.

Tanto che, per fare un esempio, le agenzie specializzate nel business travel (TMC), nonostante dimensioni globali superiori a quelle di molte compagnie aeree, continuano a subire le angherie e vessazioni (economiche) da parte delle compagnie aeree, senza trovare il coraggio di dare una spallata ad un sistema che le sta pian piano soffocando.

Tanto che l’abuso di dipendenza economica delle agenzie di viaggio in Italia, relativamente alla biglietteria aerea, è arrivato a livelli non più sostenibili (over, commissioni, base commissionabile, ADM, ecc.), né economicamente (si vedano i dati di profittabilità delle agenzie di viaggio), né giuridicamente.

E allora ben vengano imprese come Expedia, che hanno il coraggio e le dimensioni per affermare la propria indipendenza sul mercato, dando un chiaro segnale a tutte quelle agenzie old-style che si affannano a piangere in camera caritatis degli abusi delle compagnie aeree e poi non trovano il coraggio di agire per cambiare il sistema.

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