Oscar Giannino e Roberto Serra


Il 2011 lavorativo riparte con quello strano stato umorale post vacanziero, che è sempre meglio non indagare onde evitare risposte di filosofia della vita fastidiose da gestire, e con il consueto appuntamento con Oscar Giannino e la sua trasmissione.

Sì lo so, avevo dichiarato l’interruzione delle derive politiche del blog, ma la trasmissione del 4 gennaio va un po’ al di là della consueta polemica sullo Stato immobile nella sua ladroneria e inefficienza, perché affronta i temi quotidiani che gli italiani resilienti devono costantemente affrontare nella conduzione delle loro attività economiche e lo fa dando voce non ai soliti opinionisti e professori, ma a coloro che, indipendentemente dalla barricata su cui combattono e dalla provenienza, vivono le difficoltà italiche in prima persona.

Che c’entra questo con il travel? Niente, se visto nel senso stretto del termine, moltissimo se consideriamo che nel settore travel lavorano tantissime imprese e tantissimi lavoratori che soggiaciono ogni giorno, al pari degli altri, alle pressioni di un sistema prossimo al collasso.
Invito come al solito a sentire direttamente i temi discussi in modo da farsi un’opinione personale; per quanto mi riguarda ho due sole considerazioni ed una domanda, da porre a Mr. Giannino.

La prima considerazione è che sentire parlare il sig. Roberto Serra, RSU di un’impresa metalmeccanica del Nord-Est, mi ha ridato la speranza sulla possibilità di dialogo con dei veri rappresentanti sindacali, capaci di uscire dagli schemi arcaici della sindacalizzazione e di guardare la realtà industriale per quello che è: un mondo globale e dinamico che si muove ad una velocità non controllabile da singoli Paesi o comunità di persone fisiche o giuridiche e all’interno del quale tutti gli attori, dagli imprenditori ai manager e ai lavoratori, devono sapersi districare e aggiornare alla stessa velocità per garantire la sopravvivenza della cellula in cui operano e che è solo una parte di un sistema complesso che fagocita o espelle chi non sta al passo dei tempi.

La seconda è una considerazione trita e ritrita, che però per il travel, dove i margini di profitto sono molto bassi, vale forse ancora di più che non per i settori industriali: se un lavoratore che guadagna 1.100 euro al mese (per un netto annuo di circa 15.000 euro, ndr) e che giustamente si aspetterebbe degli incrementi salariali per l’impegno profuso o per rispondere con gioia alla richiesta di maggiore disponibilità dell’azienda, sapesse che il suo costo per l’azienda è in realtà di 40.000 euro, forse si deciderebbe a rivolgere la propria rabbia e malcontento per non ricevere nulla di quanto sperato non tanto all’azienda e a chi la gestisce (che deve fare i conti con un bilancio e degli azionisti), bensì a quello Stato che non mette il sistema economico nelle condizioni di avviare un circolo virtuoso fra imprenditoria, managerialità e lavoratori in grado di creare stimoli, entusiasmo e remunerazione. Se ci fosse questo circolo virtuoso, come avviene in poche e fortunate imprese in Italia, la fantasia e brillantezza degli italiani potrebbero fare la differenza anche contro la maggior produttività di altri Paesi, in un’economia che è ormai globale per definizione.

La domanda per mr. Giannino è invece molto semplice: Caro Oscar, sono d’accordo con te che ormai l’unica possibilità per cambiare qualcosa in Italia sarebbe di tirare giù a calci i farabutti, di destra e di sinistra, che affollano le stanze del potere; il problema però è come? Grazie per i suggerimenti che vorrai darci.

3 risposte a Oscar Giannino e Roberto Serra

  1. Fabio scrive:

    Caro Davide,
    aggiungerei una seconda domanda a Giannino: ma non potrebbe, per cortesia, entrare in politica e candidarsi ? Il mio voto lo avrebbe …
    Buon Anno !!!
    Fabio

  2. Roberto Olivieri scrive:

    Egregio Signor Oscar,
    tutti giorni ci riempono la testa dicendo che in Italia la disoccupazione dei giovani fra i 15 e i 24 anni é del 29%.
    Nel resto dell’Europa la disoccupazione giovanile é calcolata per la stessa fascia d’età?
    Si può sapere quanti giovani di 15/16/17 anni e oltre cercano lavoro o semplicemente stanno ancora frequentando la scuola? Cordialmente.

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