Perchè, forse, non cambieremo mai.


L’articolo di Marco Fortis sul Sole 24 ore di mercoledì 17 riporta una serie di dati interessanti dello studio “Global Wealth Report” del Credit Suisse Research Institute che confermano ciò che molti pensano da tempo: nel nostro Paese non esistono le condizioni per un reale cambiamento. L’incipit dell’articolo di Fortis è perfetto: l’Italia, nonostante handicap come il divario Nord-Sud, l’evasione fiscale, lo storico debito pubblico e, aggiungo io, la burocrazia imperante, la mala gestio di tutto ciò che è pubblico, una classe politica deprimente e impresentabile, è un paese straordinariamente ricco in virtù della imprenditorialità e del risparmio. Vi invito ovviamente a leggere in dettaglio l’articolo, che è molto interessante; io riporto tre dati sintetici ma esplicativi:

– la ricchezza mediana per adulto in Italia è di 115k dollari (solo Norvegia e Australia fanno meglio di noi)
– il debito medio per adulto è il più basso fra i paesi del G7
– l’Italia è il primo Paese al mondo per la più bassa percentuale di popolazione adulta con una ricchezza inferiore a 10k dollari (3% contro il 27% degli USA).

E tutto ciò nonostante la crisi…

E’ quindi evidente che non sussistono le condizioni sociali per apportare dei significativi cambiamenti alle modalità di gestione del Paese, perché il benessere e la tranquillità economica diffusa in ampi strati della popolazione impediscono, al di là delle sterili polemiche televisive e del teatrino della politica, di cercare un cambiamento che, a fronte di possibili miglioramenti, potrebbe rappresentare anche una minaccia per uno status quo in fondo positivo.

Da dove deriva tutta questa ricchezza? Marco Fortis cita fra i motivi il fatto che l’Italia è un paese manifatturiero di grandi lavoratori risparmiatori e di proprietari di case.

E in effetti, escludendo situazioni particolari come possono essere le grandi città (2: Roma e Milano), le generazioni che ci hanno preceduto, diciamo dal dopoguerra in avanti, hanno dimostrato grandi capacità di risparmio, creando quello zoccolo duro di ricchezza che la nostra generazione sta utilizzando per sostenersi e per affrontare serenamente crisi e cambiamenti in genere. Sono le stesse generazioni che hanno creato con la loro indifferenza e la capacità di evasione fiscale o con il loro coinvolgimento diretto nella gestione pubblica, quegli sconquassi sui quali tutti polemizzano ogni giorno nei bar e molti guadagnano polemizzando ogni giorno in televisione, ma, tant’è, non possiamo pretendere dai nostri avi quella perfezione dalla quale siamo noi stessi così distanti.

C’è un solo aspetto che l’articolo di Fortis non tratta: il futuro. E la riflessione sul futuro non può che partire dal completamento del ragionamento sul presente: se è vero il livello di ricchezza mediana dell’Italia e se è vera la sua genesi, è altrettanto vero che le caratteristiche delle attuali generazioni sono, secondo me, ben differenti da quelle che ci hanno portato al punto in cui siamo e, soprattutto, le attuali generazioni non hanno neanche il 10% della capacità di risparmio dei nostri genitori e, ancor di più, dei nostri nonni.

La nostra è ormai una cultura basata sul consumismo e l’apparenza e ciò comporta, mediamente, l’impossibilità di risparmiare e, nei momenti di crisi, la necessità di intaccare il patrimonio accumulato dalla famiglia nel corso degli anni.

Il tema che quindi, anche dal punto di vista statistico, dovrebbe essere affrontato è: qual’è il tasso di evoluzione della ricchezza mediana per adulto in Italia? Perché se per caso questo tasso fosse negativo e importante, allora sarebbe l’unica speranza di arrivare, prima o poi, alle condizioni sociali necessarie per un reale cambiamento del Paese. Sempre ammesso che questo sia, complessivamente parlando, un bene.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: