Netiquette


Grazie Max!

Non solo perché mi hai insegnato una nuova parola di cui, forse a causa dell’età..:-((, non ero a conoscenza, ma soprattutto perché credo stia diventando sempre più necessaria una regolamentazione dei social network, onde impedirne il decadimento sociale e l’utilità lavorativa.
Dato che il ripetere non giova e rischia di far perdere il senso completo di quello che l’autore vuole dire, riporto integralmente il testo del post “I social media e le buone maniere“, invitando gli interessati a visitare direttamente i (vari) blog dell’autore.

Buona lettura.

“C’era una volta una parola molto utilizzata online, per tantissimi anni. Quella parola si chiamava Netiquette. Oggi, i social media e la crescente alfabetizzazione degli abitanti del web, sembrano aver annebbiato alcune regole basilari della corretta “convivenza” online. Facciamo così: vi elenco quelli che, in base alla mia esperienza di utente, ritengo essere dei comportamenti sui quali riflettere.

1. Se twitti con una frequenza da maratoneta su qualsiasi argomento, non collegare il tuo account Twitter a LinkedIn: il tuo è solo rumore inutile, sono due social network con logiche completamente differenti.

2. Se usi Foursquare ed i tuoi geo-posizionamenti vengono riportati su Twitter, fai attenzione. Se sei dal benzinaio potrebbe non interessare a tutti i tuoi followers. La parola d’ordine è *moderazione*.

3. Se utilizzi Friendfeed ed i tuoi thread appaiono automaticamente anche su Twitter, stai attento: leggere un quarto di frase senza capirne il senso non mi è per nulla utile. Anzi, è solo fastidioso.

4. Se twitto una notizia e dopo 30 secondi la vedo apparire identica sulla mia timeline senza mention, vuol dire che non hai (ancora) capito il vero senso dei social network.

5. Se utilizzi servizi che ti permettono di scrivere status con più di 140 caratteri, non c’è problema: devi solo cambiare social network, Facebook ti attende a braccia aperte.

6. Se usi Facebook solo per per invitarmi a centinaia di eventi a 800 km di distanza dalla mia città, fai una cosa: esci a bere una birra ed a distribuire volantini dei tuoi party sotto casa.

Come dire, ognuno può stabilire le proprie regole, è anche il bello del web 2.0 (però, visto che abitiamo tutti nello stesso condominio, aiutiamoci).”

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