Il travel e la crisi.


Confesso che il Giornale non è un quotidiano che apprezzo molto, nè per i roboanti titoli nè per gli eccessivamente faziosi contenuti, però il titolo di oggi mercoledì 7 aprile è in linea con alcune considerazioni che avevo già deciso di condividere sul blog, per cui lo riporto sinteticamente: “La crisi degli italiani va in vacanza..”

La concomitanza di pensiero fra me e il direttore del Giornale nasce da tutte le notizie e immagini circolate in questi giorni, nonché dal mio privilegiato posto di osservazione che è un sito turistico naturale (Liguria): le strade erano intasate da vacanzieri, molti stranieri ma soprattutto italiani, con un costo del carburante tutt’altro che economico e con un costo dei pedaggi autostradali altrettanto considerevole gli alberghi hanno avuto la piena occupazione per un’intera settimana.
Anche senza considerare i 5 stelle lusso,  oltre 160 euro per notte per famiglia è una cifra ragguardevole per chi sta attraversando periodi di difficoltà allo stesso modo, i parchi divertimenti,  i ristoranti sul mare (40 euro a testa il più economico), i bar e tutti i servizi dedicati al turismo hanno vissuto qualche giorno di gloria, anche se ciò forse non risolleverà le sorti delle imprese.

Ma la riflessione questa volta non si ferma sulla situazione delle imprese del turismo, bensì sul tema della crisi economica che stiamo attraversando e sui tempi di reazione che ci dobbiamo aspettare: se è ormai opinione diffusa che il 2010 sarà peggiore del 2009 soprattutto per gli impatti occupazionali, allora come è possibile che ci sia tutta questa disponibilità finanziaria da riempire strade e strutture ad ogni possibile momento di vacanza?
Se è vero che un italiano su tre dichiara meno di 15.000 euro di reddito (intorno ai 1000 euro al mese), ciò significa che si muove il 100% degli altri?

Come è possibile che tutti riescano a spendere come minimo 4-500 euro per due o tre giorni di vacanza se ci sono problemi di posti di lavoro e se i redditi sono così bassi?

Io ricordo solo che quando ero bambino e c’erano davvero pochi soldi, la vacanza era andare a giocare a pallone sulle colline vicino a casa, con pranzo al sacco e cercando di fare la discesa in folle in modo da risparmiare sulla benzina.

Forse che ha ragione il Giornale e c’è qualcosa che non va? Forse che quando sostenevo nei precedenti blog che il nostro Paese campa grazie all’evasione fiscale avevo ragione? Forse che stiamo ancora spendendo i soldi delle generazioni precedenti? E in tal caso, ma quanto durano???

Oppure ci stanno ancora prendendo in giro e la crisi in realtà non c’è?

A ciascuno la sua opinione….

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