L’ADCI e l’iceberg.


Questa volta ospito un mio caro amico che lavora in un settore piuttosto differente dal travel; non lo faccio perché lo conosco da 30 anni, o perché voglio fargli pubblicità (non interessa a nessuno dei due e, soprattutto, il mio blog non può certo essere considerato un veicolo pubblicitario) e neppure perché voglio sposare la sua causa che non conosco e, sinceramente, non mi interessa (ne ho abbastanza delle mie).

Lo cito, senza che mi sia stato richiesto, per due motivi:

– il primo è perché sono rimasto abbastanza colpito dalla serietà di una presa di posizione che è evidentemente scaturita da un livello di sopportazione ormai abbondantemente superato. Chi conosce il Mizioblog ed il suo autore concorderà sull’eccezionalità dell’evento (il post serio, non il superamento del limite).

– il secondo è la tristezza di fondo che traspare dal commento e che è legata, ahimè, al parallelismo fra le vicende di un settore economico e quelle della nostra classe politica; un parallelismo che, anche per chi ignora le caratteristiche del settore pubblicitario, non può che essere tristemente compreso.

p.s.: la storia è lunga e noiosa, il commento tutt’altro, se resistete fino alla fine sarete ripagati.

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