[Book-Blog] Italia, la decadenza genetica – capitolo primo


L’episodio del primo capitolo si sviluppa in una domenica di tarda primavera presso un ristorante tipico dell’entroterra ligure, di ottima qualità, con piatti tipici e prezzi molto competitivi.
Il soggetto è multiplo, ovvero è rappresentato da 8 lavoratori di un corpo di sicurezza/assistenza statale che, in servizio come dimostrano le divise da lavoro indossate, vengono al mio stesso ristorante per la pausa pranzo.
Al momento del pagamento, attendo alla cassa che si risolva la questione fra la cassiera ed il rappresentante degli 8 lavoratori.

Cassiera: “il totale sono 144 euro, 18 euro a testa, vuole la fattura?”
Rappresentante, titubante: “Ah, 18? Ma, a noi basterebbe una ricevuta, però….”
C: “Dica, una unica o 8?”
R: “Ma…, no basterebbe anche una unica.. però…”
C, perplessa: “Mi dica, c’è qualche cosa che non andava?”
R: “No, tutto a posto, anzi. Senta, l’unica cosa, non è che può farmi una ricevuta da 176 euro? Cioè per calcolare 22 euro a testa?”
C: “176? Belin, non capisco, ma vuole pagare di più?”
R: “No, no, intendevo la ricevuta, però noi paghiamo 18. Cioè, vede, a noi rimborsano 22 euro per il pranzo di lavoro domenicale, così se ci fa la ricevuta da 176 noi prendiamo tutto il rimborso”
C: “Belinnn…, ho capito…Però, vede, se le faccio una ricevuta da 176 mi dovete anche pagare 176, altrimenti io ci rimetto”
R: “Ma per lei cosa cambia?”
C: “Belin se cambia!!? Se le faccio una ricevuta io la registro e su quello pago tasse, iva, ecc. Se lei mi paga di meno io ci rimetto la differenza”
R. “ah, ho capito. Quindi come possiamo fare?”
C: “Guardi, non so cosa dirle…io le faccio la ricevuta che vuole, però lei mi deve dare i soldi della ricevuta”
R: “A meno che non mettiamo una persona in meno…ah, no, se ne metto una in meno poi questa non ha diritto al rimborso. Mannaggia, ci rimettiamo 4 euro.”
C, perplessa: “No, lei non ci rimette nulla, prende il rimborso di quello che ha speso. Semmai non ci guadagna 4 euro.”
R: “Vabbè, mi faccia pure la ricevuta giusta, grazie comunque”.

Questa conversazione allucinante è un primo breve esempio del quotidiano spirito furbesco che anima tutti, nonostante sono certo che uno degli argomenti più interessanti del pranzo di lavoro sia stato lo sdegno verso i nostri “politici ladroni”…
Buona fortuna, Italia.

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