[Book-Blog] Italia, la decadenza genetica – prologo


Pausa estiva particolarmente utile, non solo per il consueto tentativo – riuscito a metà come al solito – di recuperare le energie necessarie al “pronti via” per l’autunno di travaglio che ci attende ma anche per approfondire alcune riflessioni sulla situazione generale che stiamo vivendo e sul futuro che ci aspetta.
Riflessioni tutt’altro che semplici, anche perché, al di là di facili ottimismi o catastrofiche previsioni, abbiamo di fronte un Paese alla prese con problematiche che vanno ben oltre quelle determinate dalla crisi economica complessiva.

Sono infatti ormai convinto che il nostro sia un Paese “geneticamente modificato”, (mutazione, peraltro, vecchia di un par di millenni) dove la mentalità incivile e da furbetti del quartierino ha ormai pervaso la quotidianità, al punto da rendere impossibile qualsiasi cambiamento, se non attraverso modalità traumatiche.
Mala gestio dei nostri politici, nefandezze della casta, ladronerie e incapacità dei nostri governanti, sprechi organizzativi e gestionali: uso virgole di separazione per buona abitudine ma avrei potuto scriverle tutte insieme, un’unica parola, perché sono l’unico e continuo carburante per la lamentela quotidiana, anche mia, a dire il vero.
Impossibile qualsiasi cambiamento. E se l’impossibilità di cambiare fosse proprio colpa nostra?

Perché se è vero che la classe politica di un Paese rispecchia le caratteristiche dei suoi elettori, siamo così certi di non essere noi la causa del male? E che quindi, laddove decidessimo di farci un pianto, dovremmo e potremmo piangere solo noi stessi, possibilmente senza l’ipocrisia che riveste le nostre quotidiane polemiche?
Da queste banali riflessioni è nata l’idea di fare un book-blog incentrato sugli episodi che certificano questa teoria della nostra “mutazione genetica” come causa della nostra situazione; quindi una serie di post, ognuno dei quali rappresenta un capitolo del book-blog, che racconteranno di situazioni reali relative a comportamenti incivili o furbeschi, base inossidabile delle gigantesche malefatte dei nostri governanti, anch’esse riportate qua e là.

Che c’entra tutto ciò con il travel? Nulla! Potrebbe essere preso come spunto per spiegare e rafforzare l’arretratezza di un settore industriale e di un modello di business, ma in realtà è una licenza “poetica” per divagare dal tema principale e raccontare qualcosa di divertente, o giù di lì.
Essendo peraltro un book-blog, sarò estremamente onorato e contento di poter inserire nel libro anche episodi raccontati da altri, quindi, scrivetemi senza esitare.

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