Il progetto di recupero IVA


Il tema del recupero IVA hotel e autonoleggi in Italia è stato ormai abbondantemente dibattuto per cui non sarebbe neanche più interessante per un blog, se non fosse per le ultime interpretazioni date dall’agenzia delle entrate che, ancora una volta, testimoniano l’assurdità del nostro sistema fiscale che continua ad alimentare costi di gestione e reazioni negative purtroppo sfocianti nella voglia di evasione.

Un brevissimo riepilogo è d’uopo:

– fino al 2008 l’IVA di ristoranti, alberghi e autonoleggi in Italia non poteva essere detratta ma esclusivamente mandata a costo insieme al valore del servizio acquistato.

con la fine del 2008 è entrata in vigore la nuova normativa che prevedeva la possibilità di recuperare l’IVA a fronte di presentazione di fattura da parte del fornitore primario (es. hotel) o dell’agenzia di viaggi.

molte aziende inizialmente hanno rinunciato al recupero dell’IVA perché i benefici non avrebbero coperto i maggiori costi di processo che la gestione delle fatture avrebbe comportato (centinaia di anagrafiche nuove, modifica dei processi interni, gestione delle singole fatture, ecc.).

altre aziende hanno invece accettato di ricevere una fattura unica da parte dell’agenzia di viaggi a fronte di un surcharge pagato per ogni singola transazione effettuata, surcharge determinato dalla necessità per l’agenzia di cambiare il proprio regime fiscale, passando da intermediazione a ordinario. Questo cambiamento comporta costi aggiuntivi per l’agenzia, soprattutto relativamente alla registrazione delle fatture di acquisto che con il regime di intermediazione non era necessario

la soluzione dell’agenzia consente di evitare pesanti costi di processo interni, però diventa interessante solo a fronte di spese significative sui servizi oggetto della variazione

Dato che così come sopra descritte le novità introdotte sarebbero state troppo semplici, l’ultimissima interpretazione dell’Agenzia delle Entrate ha pensato bene di non facilitare, tanto per cambiare, le imprese.
Già, perché dicendo che, anche qualora le aziende decidessero di non modificare i propri processi lavorativi per evitare un aggravio di costi e quindi di non recuperare l’IVA, in ogni caso la stessa IVA non può più essere mandata a costo come in passato ma scorporata e dedotta dal calcolo dell’imponibile fiscale.

Diventa quindi evidente come le aziende non abbiano più alcuno scampo: o recuperano l’IVA attraverso il servizio offerto dalle agenzie di viaggi o sono spacciate e devono appesantire i propri costi amministrativi, indipendentemente dalla volontà o meno di recuperare l’IVA.
Alla faccia dell’aiutare le imprese nei momenti di crisi (e non); come diceva il buon Vasco…siamo sempre noi….

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