Rimborsi Alitalia: caro Pantalone…tanto paghi sempre tu.


Ormai sono rassegnato all’italico modus operandi che pervade indifferentemente politica ed economia, ma, siccome l’arrendevolezza non è propriamente una mia caratteristica, mi tolgo almeno la soddisfazione di raccontare l’ennesimo abuso, o malpractice, o incompetenza, o chiamatela come volete, dalla nostra cara, vecchia Alitalia.

Il tema è quello dei tempi e delle procedure di rimborso dei biglietti aerei non utilizzati con la Compagnia di Bandiera e, in misura minore, anche Air One.

Aiutiamo il lettore nella comprensione del problema, specificando di seguito alcuni suoi punti fondamentali:

• Sto parlando di biglietti aerei non utilizzati o parzialmente utilizzati a causa soprattutto di cancellazione del volo (a volte per sciopero), oppure di normali biglietti non utilizzati ma con regole tariffarie che prevedevano il regolare rimborso della tariffa e/o delle tasse pagate;
• Sto parlando di biglietti aerei emessi già nei primi mesi del  2008;
• Sto parlando di un valore da rimborsare che, solo per quanto riguarda BCD Travel, è di centinaia di migliaia di euro; valore al quale si deve aggiungere quello corrispondente delle altre agenzie di viaggi o TMC che, ovviamente, sono nella nostra stessa situazione.

Certamente, dovendo tutelare i nostri Clienti, abbiamo fatto le regolari richieste del caso ai diretti interessati, ma le risposte sono state tutt’altro che esaustive. In particolare:

>> La prima informativa ricevuta dall’ Alitalia agli inizi del 2009  specificava che per ottenere il rimborso relativo ai biglietti emessi prima del 13 gennaio 2009 (data della nascita di Cai), i nostri Clienti avrebbero dovuto fare richiesta di insinuazione al passivo come creditori dell’Alitalia in amministrazione straordinaria; peccato che il termine ultimo per la richiesta di insinuazione al passivo fosse il 16 novembre 2008 (si veda il sito http://www.alitaliaamministrazionestraordinaria.it/ ).
>> A seguito della rabbia dei nostri Clienti, naturale dopo i molti mesi di ritardo nel rimborso delle spese effettuate, abbiamo scritto sia ad Alitalia che alla IATA (associazione dei vettori aerei) richiedendo indicazioni formali sulla comunicazione da effettuare. Le risposte ottenute sono state:

  • da Alitalia, nessuna presa di posizione formale ma solo indicazioni verbali che non chiarivano cosa debbano fare esattamente i nostri clienti.

  • da IATA la richiesta di informarli non appena avessimo avuto notizie più concrete!!!!!! (da tenere presente che mesi fa la Iata è uscita con più di una circolare sul tema Alitalia, tranquillizzando gli agenti di viaggio e di conseguenza i viaggiatori che tutto era sotto controllo, che tutto procedeva nel modo consueto e regolare e che comunque a garanzia per eventuali rimborsi in caso di fallimento la stessa IATA era custode di un fondo appositamente destinato alla gestione dei rimborsi). 

Paese di matti (Beppe Grillo, ma dove sei, chiamami che ti racconto due chicche interessanti..)!
Ora, dato che il nostro coinvolgimento diretto è anche abbastanza limitato, avendo già abbondantemente e direttamente pagato per il fallimento di Alitalia nel bilancio 2008, avremmo potuto giocare allo scarica barile; però riteniamo ingiusto che i nostri Clienti (consumatori / viaggiatori, siano essi ditte o persone fisiche) debbano subire questo abuso:  non solo hanno sopportato disagi a causa della difficile situazione gestionale di Alitalia prima degli accordi con CAI, ma  adesso devono anche rinunciare a rientrare in possesso di quanto speso e non utilizzato. Il tutto condito da una mancanza di comunicazione chiara e trasparente che non è degna di un Paese civile, tanto meno di uno che si pregia di essere parte del gruppo dei Paesi maggiormente industrializzati.

E allora, rimarremo impotenti di fronte a questo e ad altri abusi, però, lasciatemi almeno protestare! In fondo lo fa anche Grillo e va alla Comunità Europea, potrò ben farlo anch’io senza andare da nessuna parte?!!

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