Tripadvisor


E’ diventato il punto di riferimento di una buona parte di vacanzieri, almeno di quelli che frequentano assiduamente la rete, quindi è sicuramente un fenomeno da studiare, o perché porta valore aggiunto serio alla scelta delle vacanze, o perché è un’altra fantastica invenzione di marketing, anzi, di web marketing.

Ebbene, questo era il mio dilemma già da un po’ di tempo, dilemma sul quale non sono mai riuscito a filosofeggiare per mancanza di tempo da dedicare agli approfondimenti del caso (grave, anzi, gravissimo, bisognerebbe sempre essere tempestivamente aggiornati sui trend del settore di riferimento); almeno fino ad ora, anzi, fino ad un paio di mesi fa, quando, per ragioni di opportunità personale – le mie vacanze – ho finalmente speso qualche notte nel cercare consigli utili in rete, a cominciare proprio da Tripadvisor.

Ebbene, non solo ho trovato qualche dritta giusta per la scelta del mio viaggio, ma ho avuto ampio materiale di riflessione rispetto al posizionamento del sito ed al fenomeno della sua consultazione.
Devo ammettere che la materia è tutt’altro che semplice, perché siti di questo tipo si portano dietro significati ed impatti sul business model che vanno al di là del breve periodo, possono rappresentare un punto di riferimento per il consumatore ed il distributore, possono favorire lo sviluppo dell’e-commerce, possono fornire gli spunti per lo sviluppo di nuovi modelli distributivi, possono dare un altro colpo alla categoria degli agenti di viaggio (già non in perfetta salute), oppure possono nel medio termine contribuire a creare confusione nel mondo web accelerando un percorso evolutivo che si prospetta come indispensabile giorno dopo giorno.

Alcuni pensieri sparsi legati al suo utilizzo:

molto utile per capire i commenti reali di viaggiatori su destinazioni e strutture specifiche;

tantissimi commenti, però da un mondo molto eterogeneo di consumatori, ovvero senza nessuna preselettiva segmentazione geografica o di tipologia di consumatore;

quindi necessità di spendere molto tempo nella lettura approfondita di tutti i commenti, al fine di farsi un’idea sull’effettiva utilità del commento in quanto proveniente da un viaggiatore con caratteristiche simili alle proprie (esempio, un viaggiatore del Nord Europa che si lamenta della piscina di un albergo sul mare non è probabilmente di interesse per un italiano che in vacanza va per stare al mare e non in piscina…)

spendere un’ora per farsi un’idea di una struttura, quanto vale? Considerando che se dovessi scegliere fra più strutture le ore spese sarebbero ben di più (io un paio di notti le ho passate in navigazione…), non sarebbe meglio pagare un paio di decine di euro ad un agente di viaggio, se mi fidassi della sua professionalità?

l’esperienza della community è comunque indispensabile e Tripadvisor sostituisce benissimo i commenti degli amici sui posti da visitare;

se non si potrà più fare a meno di supporti di questo tipo, questo significa che il consulente di viaggio è finito oppure anche il suo modello distributivo può trarre vantaggio da queste evoluzioni?

 e se questi siti riuscissero ad evolversi ulteriormente con segmentazioni più accurate della community e con sequenze più logiche per il percorso di ricerca della vacanza, non potrebbero diventare il nuovo modello distributivo / dell’agente di viaggio del domani? Reale o virtuale?

 e se fosse una combinazione di entrambi?

Come avrete sicuramente capito, il giochino mi ha appassionato ed ha influenzato non poco le scelte strategiche per il futuro, sperando di avere elaborato le risposte giuste ai tanti dilemmi che sono sorti spontanei… e scusate il ritardo.

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Una risposta a Tripadvisor

  1. Michele Aggiato ha detto:

    Sono capitato per caso su questo blog e in qualità di Responsabile di un user generated media, non ho potuto non cliccare sul post relativo a tripadvisor,

    Re Obiettività: Uso spesso anche io tripadvisor, per vari motivi, anche già prima di occuparmi di Zoover. Ho l’impressione che il fatto che tripadvisor sia stato acquisito da Expedia, abbia influenzato l’obiettività delle recensione. Questo andrebbe a impattare direttamente sulla indicizzazione degli hotel nel risultati di ricerca, e quindi andando a spingere hotel presenti nel DB di expedia e hotels.com.

    Re: business. I modelli di business dei UGM (tripadvisor, zoover, trivago, holidaycheck, qviaggi e paesionline) sono diversi: tripadvisor punta al metasearch e quindi alla vendita direttamente dal sito + l’inserimento di link a pagamento (adlink), trivago punta alla comparazione dei prezzi, includendo un metasearch sulle recensioni disponibili anche sui siti degli aggregatori (bookings.com, hotels.com ecc.), zoover offre l’adlink e la condivisione dei contenuti sul portale del operatore, holidaycheck lavora sui adlink.

    Complimenti per il Blog!

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