Perché si continuano ad aprire le agenzie di viaggio?


Il fenomeno che, soprattutto negli ultimi anni, mi lascia sempre più perplesso è l’enorme numero di nuove aperture a dispetto dei problemi della categoria che si evidenziano nell’alto (ma inferiore) numero di chiusure annuali di agenzie di viaggio.

Difficile avere risposte definitive su fenomeni di questa complessità, ci sono comunque alcuni fattori che secondo me aiutano a fornire qualche risposta.

– Il fascino che il settore in senso generale continua a suscitare in chiunque inizi a pensare ai viaggi. Peccato che la differenza fra il viaggiare in mondi esotici e lontani e la dura realtà del lavoro di tutti i giorni con i suoi rischi e bassi margini sia enorme ed il fascino non aiuta certo a guadagnarsi la pagnotta. Peraltro, bisognerebbe capire se un paio di viaggi l’anno (gli stessi che può fare un lavoratore di qualsiasi settore) ad un prezzo migliore valgono davvero le difficoltà di generare uno stipendio decente.

Scarsa preparazione di economia, che impedisce di analizzare con professionalità le opportunità / minacce dell’attività e le relative potenzialità di ROI (Return on Investment). La stessa scarsa preparazione che non consente di smascherare le falsità o parziali verità raccontate da alcuni network in franchising.

Scarsa moralità ed etica professionale di quei network il cui unico obiettivo è l’apertura indiscriminata di punti vendita e che attirano nuovi imprenditori nella trappola del franchising raccontando di incredibili opportunità di vendita e di redditività, senza illustrare in dettaglio i veri numeri e rischi del business.

Rifugio per l’impiego: quando si ha difficoltà a trovare un posto di lavoro interessante, magari si preferisce il rischio di un’attività imprenditoriale, che ha comunque un’immagine positiva (soprattutto in provincia fa un sacco “cool” dire di avere un’attività propria), rispetto ad un lavoro impiegatizio (che magari non fa differenza di immagine e status nei piccoli mondi). Soprattutto quando l’attività si può aprire con i risparmi di genitori e nonni. In questi casi, se poi mancano anche gli skills per valutare le reali opportunità di business, il fascino dei viaggi è magari vincente rispetto ad altri settori, anche perché…

– …è un settore con scarse barriere all’ingresso. Gli investimenti necessari per aprire un’agenzia di viaggi sono limitati all’allestimento del negozio, qualche computer, qualche licenza, un po’ di materiale di consumo, un po’ di formazione e via si parte, senza problemi di magazzino o macchinari e attrezzature (sempre che non ci si faccia turlupinare da assurde fee di ingresso a network di agenzie).

Insomma metti insieme due o più di questi fattori, più qualche altro che sicuramente ho dimenticato, e patatrac, la frittata è fatta, i risparmi che i genitori hanno accantonato in anni di lavoro si bruciano in pochi mesi e poi si inizia con quelli dei nonni…se non sono stati già consumati.

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