Il Travel questo sconosciuto (seconda parte)


L’ultimo post è stato violentemente troncato a metà perché, con la scusa di non farlo troppo lungo e sconfinante nella noia pura, riesco ad utilizzare la conclusione dell’analisi come argomento per un altro post.
In realtà il motivo è anche che la segmentazione per fase del business system differisce molto da quella per specializzazione travel e, per molti aspetti, risulta ancora più difficile da comprendere per chi non è addetto ai lavori, in quanto non è rigida come l’altra.

Infatti, se la distinzione fra le varie specializzazioni travel è talmente netta da richiedere, generalmente, una specificità anche a livello di organizzazione per le Aziende che coprono più segmenti, la stessa cosa non è così spinta a livello di fasi della filiera di business, dove le integrazioni verticali sono all’ordine del giorno, anche nei casi in cui sarebbero sconsigliate dalle esperienze già viste in altri settori.
Pensiamo per esempio ai tentativi, tutti falliti a mia memoria, dei produttori di largo consumo (pasta, pane, ecc.) di acquisire reti distributive; eppure, nonostante ogni tanto la storia ci possa aiutare, nel travel moltissime aziende ancora rincorrono il sogno di essere integrati su tutta la filiera: dalla produzione al presidio della distribuzione al consumatore.

Ma facciamo un passo indietro, per amor di chiarezza: i produttori sono tutte le aziende proprietarie di uno o più dei servizi di base necessari per comporre un viaggio, ovvero strutture ricettive (hotel, motel, B&B, piazzuole di campeggio, ecc.), mezzi di trasporto (aerei, bus, treni, ecc.), strutture di ristorazione, servizi accessori; i Tour Operator, presenti solo nella specializzazione del Turismo individuale (negli altri segmenti esistono altre tipologie di grossisti come i consolidatori dell’offerta alberghiera), gestiscono servizi di base di proprietà altrui combinandoli fra di loro fino a formare dei pacchetti che vanno a comporre i famigerati “cataloghi” (prendendosi il rischio finanziario della vendita, ndr); i consolidatori sono coloro che, generalmente per dimensioni e specializzazione, offrono servizi specifici alla rete distributiva (emissione biglietteria aerea per chi non ha il codice Iata, assistenza tariffaria, On-line Booking Engine, ecc.), la Distribuzione è rappresentata da coloro (agenzie di viaggio e similari) che comprano prodotti dalle fasi precedenti e li offrono ai consumatori finali, attraverso elaborazioni più o meno complesse a seconda del grado di evoluzione raggiunta.

Questo in macro – linee; poi esistono tutta una serie di ulteriori complicazioni come lo sconfinamento in una fase a monte o a valle (TO che acquisiscono strutture proprie, distributori che programmano i propri cataloghi, ecc.); complicazioni che però, se non gestite in modo razionale, rischiano di creare confusione per chiunque approcci o lavori nel mercato del travel.
Il web, per esempio. Come vedete non l’ho mai citato, né sulle specializzazioni né sulla segmentazione per fase di business, perché il Web altro non è, dal punto di vista del business system, che un canale di vendita nuovo utilizzato dal consumatore finale per accedere ai prodotti e servizi, inclusi quelli travel. Ovviamente il Web mantiene inalterate anche per il travel tutte le altre funzioni informative e di incontro per le quali è nato.
Pertanto, nel canale web, possono agire tutti coloro che già interagiscono con il Cliente attraverso i canali tradizionali, dai negozi alla vendita per corrispondenza.
E per questo mi risulta incomprensibile la preoccupazione degli agenti di viaggio rispetto al presidio di internet da parte dei produttori, non c’è nulla di diverso o di più preoccupante rispetto alla pubblicizzazione del numero del call center, o alla discutibile acquisizione di reti distributive da parte dei Tour Operator. I Fattori Critici di Successo di una fase rispetto ad un’altra sono in linea di massima indipendenti rispetto al canale di vendita presidiato; semmai ci sono delle specificità tecniche e commerciali dei singoli canali da tenere in considerazione. E per gli stessi motivi rimango perplesso quando, al famoso Forum di Napoli, vedo mescolare senza costrutto il problema dell’incoming con quello dello spreco di milioni sul sito Web, come se un buon sito potesse essere la panacea di tutti i mali.
Ma dato che il tema web è uno di quelli in lista per il Blog, non dilunghiamoci troppo.
Tornando alla segmentazione del business, vorrei ribadire il mio convincimento sulla necessità di ragionare sempre sui singoli segmenti, siano essi per specializzazione o per fase, perché sono convinto che anche in questa maniera possiamo chiarire molte caratteristiche del settore travel, contribuendo alla sua evoluzione.
E chissà che magari qualcuno dei miei conoscenti ignaro di questo mondo riesca, prima o poi, ad evitare di chiedermi se sono (BCD Travel) in concorrenza con Alpitour!!

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