Nella saga degli episodi e delle ragioni per la fuga dall’Italia non può mancare la vicenda della famiglia Bonacina, rappresentata perfettamente da Nino Caravegna del Sole 24ore.
L’articolo non ha bisogno di ulteriori commenti e risponde esaurientemente alle barzellette che ci raccontano sui fantomatici aiuti alle imprese.



Settembre 22, 2009 alle 9:00 am |
Caro Davide,
che tristezza leggere questo articolo … Tra l’altro sono convinto che la “C” di Cina sia l’ultimo dei problemi. E’ la “I” mancante il problema più grande. Ma non “I” come Infrastruttura, bensì “I” come Italia. Quanto meno, questa Italia …
Ciao, Fabio
Settembre 23, 2009 alle 10:22 am |
Caro Fabio,
sono totalmente e tristemente d’accordo con te.
A presto
Davide
Settembre 28, 2009 alle 1:49 pm |
sette anni per un permesso di costruire! ovvio ci sarà stato bisogno del permesso di comune, provincia, regione comunità montana, soprintendenza, un paio di parchi naturali, ASL, vv.ff., ARPA (o chi per essa), qualche altro ente territoriale per i bacini o il controllo delle acque, vincolo idrogeologico, oltre all’avvicendrsi di tre normative sismiche, oltre al controllo delle emissioni rumorose, polveri, inquinanti ecc.ecc.! illusi!
costi? non tanto un capannone di costo vivo va su € 750/mq fondazioni comprese, che diventano 1500 con spese tecniche balzelli e oneri!
Aspettiamo la ripresa…. con calma però